Cessione Trapani, oggi è il giorno decisivo: ipotesi Di Donato e rischio esclusione. Le ultime

E’ fondamentale che il Trapani scenda in campo domenica contro il Catanzaro

Seconda sconfitta a tavolino per il Trapani.

Ieri sera, la compagine granata avrebbe dovuto affrontare il Brescia in Coppa Italia ma non si è presentata. Una situazione societaria quantomai controversa, oggetto di profondi disagi per tutti i tesserati. Entro le 13 di oggi dovrebbe completarsi l’iter burocratico che sancirà il passaggio delle quote da Alba Minerali al comitato composto da imprenditori locali “C’è chi il Trapani lo ama”, con le due parti che hanno già firmato una lettera d’intenti in cui Pellino cede il Trapani alla simbolica cifra di un euro. A patto, però, “che la Alba Minerali srl (società di riferimento di Pellino) e Alivision ( tornata prepotentemente in ballo con quest’operazione) consegnino le liberatorie di tutti contratti sottoscritti dal Trapani di prestazioni sportive, consulenze, mandati di agenzia, assunzioni e collaborazioni”, scrive l’edizione odierna de ‘La Repubblica’.

Se il passaggio di proprietà si concretizzerà, allenatore e direttore sportivo saranno di nuovo Daniele Di Donato e Sandro Porchia. Tuttavia, il rischio esclusione dal campionato continua ad essere dietro l’angolo, con i granata che dovranno necessariamente scendere in campo contro il Catanzaro per evitare di sparire. Inoltre, nelle prossime ore, si scoprirà se nella giornata di ieri sono stati pagati 300 dei 659 mila euro di stipendi arretrati ai calciatori: in caso contrario, verranno inflitti due punti di penalizzazione. L’udienza per l’istanza di fallimento depositata dai legali dei dipendenti che non percepiscono stipendio da quattro mesi, invece, è in programma il prossimo 21 ottobre.

“In questo quadro, pur con la volontà diffusa di voler salvare a tutti i costi il Trapani, inizia a diffondersi con insistenza un pensiero: se il comitato ‘C’è chi il Trapani lo ama’ è in grado di coagulare le forze di una decina di imprenditori trapanesi, perché ricominciare da una società oberata da più di 4 milioni di debiti e con tante complicazioni dietro l’angolo? Non sarebbe più semplice utilizzare le stesse risorse, ripartendo con una società sana come il Dattilo (squadra di un centro di 600 abitanti a 5 chilometri da Trapani), tentando di rilevarne la proprietà? Magari puntando immediatamente ad un campionato di vertice, per provare a restituire già l’anno prossimo la serie C?”, conclude il noto quotidiano.

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