Palermo, l’ex Maniero: “Zamparini? Tutti lo avrebbero voluto come presidente. La sua doppia personalità con squadra e giornalisti…”

L’ex rosanero, Filippo Maniero, ricorda la sua esperienza al Palermo: “Zamparini non ha fatto mai mancare niente a nessuno”

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Filippo Maniero ricorda Palermo.

Diciassette squadre cambiate in ventuno anni per un capocannoniere senza fissa dimora. Filippo Maniero, ex PalermoMilan e Venezia – tra le altre, dopo una partenza straordinaria con sette gol in dieci partite a poco a poco ha ridotto il suo rendimento in maglia rosanero, fino quasi a spegnersi. Nell’unica stagione a Palermo, segnò 13 gol, poi l’involuzione e subito dopo l’addio. Un periodo ripercorso proprio dall’ex calciatore durante un’intervista concessa ai microfoni de “Ilposticipo.it”.

“Che ricordo ho di Zamparini? Fantastico! Ho lavorato col presidente per cinque anni: quattro a Venezia, uno a Palermo. Con squadra e giocatori è un’altra persona rispetto a quella che conoscono i giornalisti. Mi ricordo le sue sfuriate e le sue interviste, gli piaceva andare controcorrente. Quando veniva al campo di allenamento o a vedere la partita alla domenica era il primo ad incoraggiarci. Dal punto di vista della stabilità era una garanzia. Tanti club non riuscivano a pagare gli stipendi. Zamparini non ha fatto mai mancare niente a nessuno: dai calciatori ai dirigenti e dipendenti. È il classico presidente che tutti i giocatori vorrebbero avere. Quando veniva a trovarci a Moena nel ritiro pre-campionato, stava con noi: lì lo conoscevi per quello che era, una persona normale con cui era piacevole passare il tempo. Quando lo vedevo in televisione o quando leggevo qualche sua intervista, anche io mi chiedevo se fosse la stessa persona che veniva a trovarci al campo. Aveva una doppia personalità: una di fronte ai giornalisti, un’altra quando era con noi giocatori”.

Maniero ha poi raccontato la sua attuale esperienza al Legnano: “Alleno il Legnaro, una squadra di Promozione, qui nel paese dove sono nato e dove sono ritornato dopo aver smesso di giocare. Siamo fermi da ottobre, aspettiamo di sapere se la prossima stagione potremo ricominciare. Ho preso il patentino da allenatore quando ero a Venezia. Ho intrapreso questa strada per vedere com’è il mondo visto dalla panchina. Alleno da una decina di anni tra Promozione, Eccellenza e Prima Categoria. Sto studiando il mestiere, lo faccio per passione perché mi piace stare in mezzo al campo coi ragazzi e sentire l’odore dell’erba”.

 

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