Serie C, FIGC non prevede tamponi per gli arbitri: “Rischio contagio concreto”

La FIGC non prevede alcun tampone per i direttori di gara

Clamoroso in Serie C.

Situazione anomala quella vissuta in Serie C, stretta nella morsa dei conatagi con una lunga lista di giocatori già risultati positivi al Covid-19 e focolai riscontrati in diversi club. Nonostante i protocolli stringenti previsti per le squadre, tamponi e migliaia di euro spesi per garantire quanto più possibile un normale svolgimento del campionato, il “Fatto Quotidiano”, mette in luce una situazione paradossale relativa ai direttori di gara.

Per gli arbitri di Serie C, infatti, non è previsto che venga attuato un protocollo che invece risulta obbligatorio per tutti i club della terza categoria – staff e dirigenti compresi – prima di raggiungere i campi da gioco.

Il motivo sarebbe da attribuire al grande numero di arbitri, tutti provenienti da diverse parti dell’Italia, e dunque difficilmente monitoriabili attraverso i tamponi. Malgrado la FIGC si sia fatta carico dei costi, non risulterebbe fattibile un giro di tamponi da effettuare settimanalmente ai direttori di gara di Serie C: per uno screening rigoroso per tutta la stagione, infatti, bisognerebbe preventivare almeno mezzo milione di euro.

 

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