Serie C, costi aumentati di 4.500 euro a settimana: così il protocollo e gli stadi chiusi stanno pesando sui conti dei club

Ecco dove nascono le tante difficoltà delle società di Serie C

“Le difficoltà della Serie C hanno radici lontane. Dopo il Trapani, anche il Livorno potrebbe rinunciare”.

Apre così l’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’, che punta i riflettori sui bilanci delle squadre di Lega Pro e sui danni causati dal Coronavirus. Il protocollo redatto da Figc e Cts per evitare la diffusione del Covid-19 “hanno colpito in maniera drastica la categoria”. Per questo motivo, alla luce dell’azzeramento degli incassi al botteghino e del crollo delle sponsorizzazioni, le società hanno deciso di rivedere gli investimenti. “Anche perché, oltre al crollo delle entrate, alla voce uscite si è aggiunta quella per le spese necessarie al rispetto del protocollo”.

Per i tamponi e i test sierologici, infatti, ci vogliono in media quasi 2.800 euro a settimana; poi ci sarebbero le sanificazioni (quasi 1.800 euro a settimana), i voli charter e i treni con vagoni riservati, il doppio pullman, l’hotel riservato con pranzi e cene a turni o per le quarantene: si può arrivare anche a 50 mila euro al mese per società.

GLI STADI – “Gli stadi chiusi sono stati la prima botta per le casse delle società”, si legge. E “la recente riapertura al 15% della capienza fino a 1.000 persone aiuta i piccoli club, ma forse peggiora quella dei grandi perché l’apertura dello stadio per una gara può essere più costosa dell’incasso relativo”. Senza pubblico i club di Serie C hanno subito un danno economico di circa 22 milioni di euro: in media ogni società potrebbe incassare 360 mila euro, andando dai 22.500 del Renate ai 2 milioni del Bari.

LA LEGA – “Va dato atto alla Lega Pro di non essere rimasta a guardare anche nei mesi scorsi”, con il presidente Ghirelli che si è mosso per ottenere dal Governo aiuti come la cassa
integrazione e il credito d’imposta. “Oggi si naviga a vista, ma solo la riapertura totale degli stadi e un ritorno massiccio delle sponsorizzazioni potrà tornare a portare ossigeno ai club”, conclude il noto quotidiano sportivo.

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