Serie C, cinque calciatori della Virtus Verona accusati di stupro. Ghirelli: “Sono turbato”. I dettagli

L’episodio risalirebbe al gennaio 2020

Palermo

Cinque calciatori della Virtus Verona, squadra che milita in Serie C, sono accusati di “stupro di gruppo” ai danni di una ragazza.

L’episodio risalirebbe al gennaio 2020. Gli indagati, tutti tra i 21 e i 29 anni, avrebbero fatto ubriacare la giovane per poi a turno abusare di lei, riprendendo il tutto con il cellulare. Il pm Elisabetta Labate, al termine dell’inchiesta, ha chiesto per gli imputati il rinvio a giudizio. “La vicenda di presunta violenza sessuale che vede imputati cinque calciatori e che coinvolgerebbe una giovane ragazza mi turba come dirigente sportivo e come uomo di famiglia”, ha dichiarato Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro.

“Chiaramente la giustizia deve fare il suo corso, è opportuno salvaguardare il profilo processuale. Tuttavia non avrei voluto mai apprendere una simile notizia, da dirigente perché vengono messi in discussione valori come il rispetto dell’altro, che noi professiamo anche fuori dal campo. C’è al contempo un risvolto umano, penso anche alle famiglie della giovane donna e dei calciatori, ai loro amici, alla loro rete sociale, al Presidente della Virtus e al club. Penso al turbamento e all’angoscia che stanno provando, sentimenti che al di là del percorso processuale segneranno per sempre la loro esistenza”, ha concluso Ghirelli.

L’ACCUSA – Pare che la ragazza conoscesse solo uno dei cinque giocatori. “Non ricordo come sono finita in camera da letto… I quattro ragazzi intorno a me erano nudi dalla cintola in giù. A quel punto ho chiesto: ‘Ma quanti c… siete?’ – ha raccontato la vittima al “Corriere del Veneto”, che ha aggiunto di aver ricevuto un invito su Whatsapp dal compagno di studi universitari -. Mi fidavo, con me non ci aveva mai provato”. Poi quel “gioco di carte alcolico” a cui sarebbe stata “indotta a partecipare a stomaco vuoto”. Avrebbe mandato giù “complessivamente tre birre da 66 cl oltre a un bicchiere di gin lemon, forse anche due”, successivamente avrebbe iniziato a stare male. “Ho chiesto loro di fermarsi, anche perché mi trovavo in uno stato di totale abbandono. Mi sentivo completamente priva di forze e perciò non riuscivo a opporre resistenza. Poi sono corsa in bagno a vomitare”.

La prossima udienza, tra un paio di settimane, sarà decisiva: verranno visionati proprio i video estratti dai cellulari.

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