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Il caso

Seregno, parla il presidente Erba: “Mie parole sono state travisate”

Seregno, parla il presidente Erba: “Mie parole sono state travisate”

Le dichiarazioni del presidente del Seregno, Davide Erba, in merito alle intercettazioni rese pubbliche nei giorni scorsi

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Clima da far west in Lega Pro, tra minacce, atti intimidatori e chat che incitano alla violenza. È accaduto questo in Serie C e più precisamente nel girone A della terza divisione di calcio italiana. A rendersi protagonista di tali atti, che nulla hanno a che vedere con i sani principi dello sport e del calcio, per i quali è impegnato in prima linea il presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli , è stato il Seregno Calcio, formazione brianzola finita sotto l'occhio del ciclone per molteplici e significativi atti di intimidazione ed aggressione.

A finire sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Monza anche alcune chat che di certo non possono definirsi discorsi "d'impronta motivazionale" come il discorso del presidente del Seregno, Davide Erba, come nel caso di un messaggio vocale inviato alla propria squadra prima della sfida contro il Padova: "Dobbiamo sbranarli, ucciderli....".

Lo stesso patron del club, nel corso di un'intervista pubblicata sul sito ufficiale, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

"Il mio audio in cui dico di sbranare i giocatori? Ritengo che ogni messaggio ha un certo valore a seconda del contesto in cui viene utilizzato. Se uno ad un amico dice che vuole ammazzare la moglie perché ha speso 10mila euro con la carta di credito, non vuole ovviamente ammazzare la moglie. Spiace che questo messaggio, del quale sono pentito, sia stato strumentalizzato dopo diverse settimane ed è stato fatto uscire ad arte in questi ultimi due giorni per nascondere invece fatti di rilevanza penale. Io comunque ho chiesto ai giocatori se si fossero sentiti offesi e mi hanno riso in faccia, sanno tutti che certe parole da campo si utilizzano in certi contesti. Anche se, onestamente, sono cose che non dico mai, come chi mi conosce sa, e che non direi più. Sono pentito di averlo fatto, mi sono scusato con gli interlocutori del messaggio ma nessuno francamente mi ha detto che il messaggio avesse un valore diverso". 

 

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