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Foggia, Zeman e le 1000 panchine: “Mai dubitato di me stesso in tutta la carriera”

Foggia, Zeman e le 1000 panchine: “Mai dubitato di me stesso in tutta la carriera”

Le parole del tecnico del Foggia in merito al raggiungimento delle 1000 panchine tra i professionisti

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Qualcosa di buono devo averlo fatto per aver raggiunto un numero così alto di panchine.

Queste le parole di Zdenek Zeman, tecnico del Foggia che in occasione del match di Serie C contro la Paganese ha raggiunto le 1000 panchine in carriera. Un risultato storico per l'allenatore boemo, che ha segnato un'intera era calcistica con il suo calcio offensivo e propositivo, al quale ancora oggi in diversi si ispirano. In seguito al conseguimento di tale importante traguardo, l'ex Roma Lazio tra le altre è intervenuto in un'intervista esclusiva ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, esprimendo le sue sensazioni ed emozioni in merito a tale significativo riconoscimento.

Ecco, di seguito, le sue parole:"Che effetto mi fa raggiungere questo traguardo? Mi fa capire che gli anni sono passati... Ma che qualcosa di buono devo averlo fatto per raggiungere un numero così alto di panchine. Mi chiamano Maestro nonostante non abbia vinto niente? Ringrazio chi lo dice, ho sempre pensato che per vincere bisognasse segnare un gol in più dell'avversario. Non è vero che non curavo la fase difensiva, ma l’obiettivo è sempre stato imporre il gioco, cercare il gol e soprattutto divertire il pubblico. Ho sempre inseguito anch’io il risultato, ma cercando di ottenerlo attraverso lo spettacolo e la bellezza. Magari non sempre ci sono riuscito, ma non ho mai smesso, né smetterò mai di pensare che questa era è e sarà sempre la strada giusta".

Zeman si è poi soffermato sulla battaglia al doping, da sempre portata avanti dal tecnico boemo durante la sua lunga carriera calcistica: "Se la battaglia al doping ha frenato la mia carriera? Senza nessun dubbio. Non mi sono mai pentito di quel che ho detto e sostenuto. Il tempo mi ha dato ragione e il riconoscimento della gente ancora oggi è per me motivo di grande orgoglio. Ho sempre cercato di difendere i valori dello sport e del calcio. Mi addolora solo sapere che a pagare il prezzo delle mie denunce siano state anche le mie squadre in campo".

 

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