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Boscaglia: “Turris come l’Atalanta, Foggia mina vagante. Bari? Ha un punto debole”

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L'ex tecnico del Palermo, Roberto Boscaglia, fa il punto sul Girone C di Serie C, soffermandosi sulla lotta al vertice

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Torna a parlare e lo fa facendo il punto sul Girone C di Serie C, l'ex tecnico del Palermo Roberto Boscaglia, ospite della trasmissione "ParliamoC" in onda su Eleven Sport.

Nel palmarès dell'allenatore ex tra le altre di Virtus Entella, Trapani e Novara, figurano due campionati di terza serie conquistati con i liguri e i granata nel 2018-19 e 2012-13, proprio in quest'ultima annata, il mister siciliano è stato insignito del premio "Panchina d'oro Prima Divisione". Dopo l'approdo sulla panchina rosanero nell'agosto 2019, l'esonero arrivato a fine febbraio scorso.

"In Serie C nulla è mai perduto. Con due-tre vittorie cambia tutto. E' un campionato in cui tutto può succedere. Bisogna gestire bene i momenti, le situazioni. Bisogna allenare un po' tutti: i giocatori, la società, i giornalisti, i tifosi. Non si vince soltanto allenando i giocatori. La Serie C è un campionato in cui non si gioca tanto, ci sono tante interruzioni. Le squadre di qualità trovano delle difficoltà, fino a quando non capiscono il vero modo di giocare. Ci sono calciatori di categoria che forse fanno anche meglio di chi scende di categoria. E' anche una questione di abitudine.

Boscaglia si sofferma poi sul momento vissuto dal Bari: "Cosa sta succedendo al Bari? Non lo so, probabilmente è una squadra di grande qualità e tecnica individuale e collettiva. In casa gioca un calcio diverso rispetto a quello che propone in trasferta. Il Bari è una squadra che soffre molto i campi piccoli e sintetici, dove non può esprimere tutto il potenziale tecnico. Partite difficili, dure. Magari è un momento in cui secondo me hanno qualche difficoltà sotto questo punto di vista. E' una squadra fortissima che nasce per vincere il campionato. Ma il campionato di C è molto difficile e queste partite alla fine purtroppo fanno la differenza".

L'ex Palermo analizza anche il momento vissuto dal Catanzaro: "Il Catanzaro la rivale più pericolosa? Sono 3-4 le squadre che si giocheranno la vittoria finale e il Catanzaro è una di queste. Può vincere il campionato, le sconfitte, soprattutto in casa, ci possono stare. La Turris l'Atalanta della C? Sì, somiglia molto all'Atalanta. Quando vai a giocare in casa loro, un campo sintetico, diventa molto complicato. Loro sono abituati, hanno un passo in più rispetto agli avversari. E' una squadra che sa quello che vuole, hanno delle individualità ottime. C'è un giocatore che a me piace tantissimo, ovvero Giannone: lo avrei voluto nelle mie squadre. La Turris sta facendo molto bene e merita tutto ciò che ha. E' naturale che giocando quel tipo di calcio ogni tanto puoi inciampare e perdere di brutto. Giocano un calcio molto propositivo e spigliato, bello da vedere.

Chiosa finale sul Foggia: "Loro una mina vagante? Lo è già. E' una squadra che può vincere e perdere contro chiunque. Conosciamo Zeman, è un allenatore che lavora molto sulla fase offensiva, marcando in avanti. Nel momento in cui la incontri e sta bene fisicamente diventa difficile batterli. Moro del Catania pronto per la B? Sono numeri importanti in un campionato difficile, in un girone tosto. Se fai 13 gol e non è ancora finito il girone d'andata... Sicuramente si, è pronto a giocare in categoria superiori, come è già successo con altri giocatori lo scorso anno. Dipende da lui. Vivere un momento importante non significa che sei pronto, ma che hai le qualità. L'importante è restare con i piedi per terra, che rimani solido".

 

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