Il percorso delle matricole in Serie BKT
VIDEO Palermo, Valente: "Siamo una squadra tosta, messo sotto la capolista"
di Anthony Massaro
In vista del match tra due matricole di lusso come SudTirol e Palermo è importante focalizzare con la lente d'ingrandimento il percorso delle neopromosse dalla Lega Pro alla Serie B, nella corrente stagione agonistica. Rinfrescando la memoria di appassionati e tifosi, la formazione altoatesina, Modena e Bari hanno vinto i rispettivi gironi di Serie C, ottenendo la promozione diretta in cadetteria. Discorso differente per i rosanero, lo scorso anno guidati da Silvio Baldini in panchina, protagonisti dell'indimenticabile percorso ai playoff, dominati proprio dalla compagine siciliana. Quest'ultima, quarta ed ultima squadra a staccare il pass per la seconda serie italiana.
I PERCORSI
Partendo dal Palermo, è importante sottolineare come il club protagonista dell'esaltante cavalcata nei playoff di Lega Pro, culminata nella promozione in Serie B, è stato totalmente ripensato, stravolto e ricostruito. Persi coesione, spirito e magia, marchio di fabbrica della banda Baldini, la nuova proprietà targata City Football Group ha deciso di rivoluzionare l'organico attraverso il mercato, elevando notevolmente cifra tecnica e di personalità di una rosa che era, secondo l'algoritmo del management, inadeguata per affrontare un torneo cadetto dall'altissimo coefficiente di competitività. Una rivoluzione partita anzitempo dall'area tecnica, con le spiazzanti dimissioni di Baldini e Castagnini, per evidenti divergenze strategiche e concettuali con la nuova proprietà.Con l'approdo di Corini in panchina e la promozione di Leandro Rinaudo a direttore sportivo della prima squadra, coadiuvato dal polo di riferimento dell'area scouting della nuova proprietà, Luciano Zavagno, il Palermo cambia totalmente strategia in termini di scelte e tipologia di investimenti. Partendo dal congedo dei big superstiti dell'era Baldini, De Rose e Luperini in primis, l'arrivederci con vista sul futuro a Silipo.
Mercato in entrata contraddistinto dagli inserimenti di Leo Stulac, Jacopo Segre, Claudio Gomes e Dario Saric in zona nevralgica. Pacchetto arretrato già rinforzato dalla gestione precedente con l'inserimento di Mirko Pigliacelli tra i pali e di Nedelcearu in difesa, completato in un secondo momento dagli arrivi di Bettella, Sala ed il jolly Mateju. Ultimo, non per importanza il reparto offensivo, solitamente definito come Brunori-centrico, allora impreziosito dall'arrivo di pedine importanti come Luca Vido e Francesco Di Mariano.
L'inizio di stagione del Palermo FC, per quanto concerne il campo è stato tutt'altro che indimenticabile. Sul piano corale, la fase di non possesso evidenziava sovente una squadra fin troppo sfilacciata e disarticolata. Gli errori trasversali dei singoli, talvolta di posizionamento, altre di lettura o esecuzione, acclaravano una fragilità alla base dei diciannove gol subiti fino al successo del Vigorito. Preoccupava soprattutto l'incapacità di reagire con lucidità, raziocinio e personalità al cospetto delle circostanze avverse. Risultanze preoccupanti emerse nelle prime quattordici giornate a partire dal Perugia in casa fino alla trasferta di Benevento. Inesorabilmente tradotte nei quindici punti conquistati prima della svolta.
Consolidare identità, sincronismi ed organizzazione tattica, fondamentali valori collettivi egregiamente corroborati in questi ultimi tre mesi di lavoro. Al contempo inserire progressivamente chi, tra i nuovi, potrà elevare il tasso tecnico individuale della squadra come Verre, Tutino e Graves prelevati nella sessione invernale di calciomercato. Non tutte le scommesse andranno felicemente a compimento. Ma dalla sfida contro le streghe, Corini ha intrapreso questo percorso. Con oculatezza e gradualità. Nei tempi e nei modi giusti. Alla ricerca di bonus tecnici utili all’ottenimento dell’obiettivo. Consolidare la categoria ed ambire ad un buon piazzamento playoff, che al momento pare fattibile. Alla luce di nove risultati utili consecutivi, una sconfitta a testa alta contro il Genoa ed un pari alla pari con il Frosinone, nell'ultimo turno al Renzo Barbera.
SUDTIROL:
BARI:
Strepitoso il lavoro dello scorso anno svolto dal tecnico Mignani. Un capolavoro unico ed indimenticabile. Sul piano tattico, motivazionale e psicologico. Un idea di calcio trasportata con maggiore convinzione nell'attuale stagione agonistica di Serie B.
Lampante la maturazione tecnico-tattica di Walid Cheddira al primo anno con i galletti. Campionato straordinario il suo, al netto quattordici gol siglati fino ad oggi. Ha giocato da prima punta universale, alternando la ricerca della profondità al movimento incontro ed al taglio sull’esterno. Coniugando dinamismo e tecnica sopraffina, tenendo botta spalle alla porta, irridendo il controllore di turno con progressione e forza fisica. Il giocatore marocchino anche dopo il Mondiale in Qatar si è mostrato presente, continuo e ispirato. Il suo talento sta prendendo forma , plasmandosi in una sempre crescente consapevolezza dei propri mezzi che stanno portando il classe 1998 a giocarsi il titolo di capocannoniere con Matteo Brunori.
Dal bomber al collettivo. Il Bari di Mignani non ha subito affatto il salto di categoria, il 4-3-1-2 visto ha denotato funzionalità, duttilità ed efficacia nell'applicazione di entrambe le fasi di gioco per tutta la prima parte del campionato cadetto. Piacevole la sfrontatezza della squadra nel tenere volutamente alto il baricentro, linee corte, alte e aggressive, sempre pronte ad accorciare con fare sincrono e sequenziale sulla sfera. Nel vigore del pressing alto portato dalle prime punte e trequarti a sporcare il primo possesso dell'avversario c'è tutta la voglia e l'indole della squadra pugliese di andarsi a prendere sfera ed inerzia dell'azione in quasi ogni partita. Con l'obiettivo sempre fisso di consolidare la categoria con uno spiraglio indirizzato verso i piani alti, al netto del terzo posto occupato in graduatoria, con il miglior attacco del torneo a quota 41 gol.
MODENA:
Questa la formazione tipo dei canarini in questa prima parte di stagione.
Gagno tra i pali, Oukhadda e Ponsi/Renzetti esterni bassi con Pergreffi e Cittadini centrali difensivi. Gerli schermo e playmaker davanti la retroguardia, Magnino e Ionita intermedi di una linea mediana a tre, con la variabile Poli. Falcinelli/ Strizzolo e Tremolada trequartisti a sostegno di Diaw, con l'ex Crotone e Fiorentina a fare l'elastico tra le linee o la seconda punta al fianco dell'italo-senegalese.
Attilio Tesser con un ottavo posto occupato in B ed un significativo +10 sulla zona retrocessione si straccia di dosso gli ultimi brandelli di un'etichetta, riduttiva e superficiale. Il luogo comune di mago della Serie C l’aveva ormai sgretolato da tempo. Sulla scia della stagione fin qui esaltante, sul piano numerico e prestazionale, di un Modena fortissimamente suo. Squadra nell’accezione più alta e virtuosa del termine. Per identità, compattezza, spirito. Sapientemente plasmata nel suo 4-3-2-1. Equilibrio, sincronismi, coralità. In entrambe le fasi di gioco. Intensità, pressing, spirito combattivo. Formula funzionale e vincente. Per il momento quanto basta per salvare la categoria e guardare in alto con legittima ambizione.
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