mediagol serie b Serie B, il recap della 33ª giornata

IL RESOCONTO

Serie B, il recap della 33ª giornata

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Pensieri, opinioni e giudizi sul turno pasquale di Serie B
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di Dennis Rusignuolo 

Il rientro al lavoro dopo Pasqua e Pasquetta, permette conversazioni infinite con diverse argomentazioni. Si comincia con l'analisi gastronomica delle festività, dalle quantità di cibo ingerite, al bicchierino di amaro che smorza il ritmo e aumenta la sonnecchia. Poi però si parla anche di calcio, e le dieci partite del trentatreesimo turno di Serie B hanno tutti gli elementi necessari per mantenere attiva e piacevole la conversazione. In due giorni, dove il primo pensiero è stato quello di procacciare quanto più cibo possibile, anche le squadre di B hanno partecipato al banchetto. È ancora tutto apertissimo, e in questi due giorni di festa non è mancato letteralmente nulla.

Chi sembra non avere la pancia piena è il Venezia. La capolista del campionato continua a giocare con quella fame agonistica di chi vuole azzannare il campionato e chiudere il discorso il prima possibile. Contro la Juve Stabia, la squadra di Stroppa corre, corre tantissimo. Inciampa, subisce, reagisce...vince, e allunga. Sono cinque i punti di vantaggio sul terzo posto, nove i risultati utili consecutivi, e sono addirittura quattordici i sigilli in campionato di Adorante, che la partita con la Juve Stabia l'ha vissuta intensamente come probabilmente nessun altro. Sue le firme che confezionano il successo dei lagunari, e in mezzo anche un rigore calciato veramente male, di facile lettura per Confente. Sponda stabiese, la squadra di Abate conferma quel suo abito tattico molto levigato, capace di mettere in difficoltà il Venezia per tutto il primo tempo. È la rassegna degli ex, e se Adorante segna e si prende la scena, per lunghi tratti anche Okoro si è ben comportato. L'attaccante stabiese ha fatto girare la testa a Svoboda, ed è suo il tiro respinto da Stankovic che vale il pareggio di Carissoni. Una parentesi sul duttilissimo esterno delle vespe va aperta, perché da mezzala ha giocato un primo tempo di altissimo livello. Nel secondo tempo sono venuti fuori i valori delle due squadre, è emersa la superiorità del Venezia e i ragazzi di Abate non hanno potuto fare altro che subire le avanzate voraci e costanti dei lagunari.

A cilindrate nettamente superiori al momento viaggia anche il Frosinone, che strapazzata il Padova e continua la sua stagione da sogno. Non bisogna farsi ingannare dal risultato, perché allo Stirpe di fatto c'è stata una sola squadra in campo. Il Frosinone ha assaltato in ogni modo possibile la porta di Sorrentino fin dai primi minuti. Raimondo si mangia un gol praticamente già fatto a porta vuota, ma trova il modo di farsi perdonare intorno al ventesimo, quando pressa in maniera energica il portiere del Padova e ottiene la carambola che gli regala il decimo gol in campionato. Una volta aperto il tappo, il Frosinone fuoriesce da tutte le parti, e i biancorossi non escono più. Dopo quattro minuti Gelli mette in porta il 2-0, al termine di un'azione confusa scaturita da un corner. Poi il copione classico della squadra di Alvini: gestione, dominio territoriale, verve offensiva, e il solito legno colpito, questa volta da Kvernadze che quasi spacca la traversa. 19 pali colpiti in appena 33 partite. Se non è record, poco ci manca. Nel secondo tempo il Padova prova a uscire, e ha un'occasione per dimezzare il gap, ma Palmisani è attento e respinge. Non il miglior esordio per il nuovo allenatore padovano Breda, ma contro questo Frosinone a volte si può fare poco. La squadra di Alvini ha raggiunto un tasso di consapevolezza tecnica e tattica tale da poter sognare e competere per l'obiettivo massimo fino alla fine del campionato. Venerdì i ciociari hanno l'opportunità di estromettere dalla lotta alla promozione diretta il Palermo.

A Catanzaro il Monza ha evitato la sconfitta all'ultimo pallone della partita. La partita si preannunciava come spettacolare e intensa, ma nessuno si sarebbe mai aspettato un tasso agonistico così elevato. Tre espulsioni, gioco continuamente spezzettato, svariati cartellini gialli. Una partita con crismi da battaglia, poco adatta a palati fini. Apre la partita il gol di Pontisso, bravo a scippare furbescamente la sfera a Ciurria e insaccare a pochi passi da Thiam. Poi il Catanzaro rimane in dieci uomini: Alesi alza la gamba oltre la soglia consentita, e al posto di colpire la palla impatta l'addome di Ravanelli. Addirittura in dieci i calabresi sfiorano il raddoppio, con Antonini che colpisce la traversa dalla stessa mattonella in cui Pontisso fece gol. Nel secondo tempo si torna in parità numerica, perché il solito pressing generoso di Cutrone porta l'attaccante brianzolo a commettere fallo su Antonini: step on foot, secondo giallo ed espulsione. Bianco prova a scuotere i suoi con qualche cambio, ma anche i subentrati finiscono invischiati nella lotta greco-romana che si sta consumando minuto dopo minuto. La fiscalità dell'arbitro Ayroldi non contribuisce a migliorare l'estetica della gara, e Keita Baldè decide di farsi espellere per un fallo di reazione su Cassandro. Antonini nel finale di partita troverebbe anche il 2-0, ma il difensore giallorosso commette fallo su Pessina. All'ultimo pallone della partita Petagna fa valere l'esperienza e conquista un calcio di rigore. Trattenuta leggera di Antonini, che sicuramente ha vissuto pomeriggi migliori, e dal dischetto Pessina realizza con brivido. Un punto d'oro per il Monza, che tra infortuni ed espulsioni trova il modo di conquistare punti e mantenere un leggero vantaggio sul Palermo.

Normalmente la gara di Catanzaro andrebbe in prima pagina per la mole di eventi accaduti, poi il lunedì di Pasquetta regala Carrarese-Spezia, terminata in dieci contro otto. Che un derby sia un match tosto e spigoloso è risaputo, ma nessuno poteva immaginare il finale di partita visto allo stadio dei Marmi. Intanto bisogna parlare della gara, e soprattutto della splendida maglia vintage proposta dalla Carrarese. Poi dell'occasione clamorosa fallita da Aurelio al quarto d'ora. Il primo tempo dello Spezia si conclude lì, perché da quel momento è un assolo dei padroni di casa. In dieci minuti i ragazzi di Calabro mettono la freccia e vanno, eccome se vanno: Calabrese di testa realizza il vantaggio, primo gol in carriera in Serie B; Finotto, in contropiede, raddoppia dopo cinque minuti, e qualche azione dopo Abiuso scivola dal dischetto e "grazia" i liguri. Nel secondo tempo Hasa colpisce subito il palo e sfiora il 3-0. In questa partita la legge del "gol sbagliato, gol subito" è una sentenza, e Valoti due minuti dopo riapre la gara. 2-1. Non c'è un vero forcing della squadra di D'Angelo, e la Carrarese fa 3-1 con Abiuso, che si fa perdonare realizzando il suo undicesimo centro in campionato. Nel finale prevale il nervo rispetto al gaudio, e nel giro di dieci minuti vanno fuori: Valoti (gamba altissima che impatta su Rubino), Bonfanti (fallo di reazione su Schiavi), e infine Adamo e Belloni, espulsi entrambi visto che nel parapiglia generale i due non hanno proprio fatto amicizia. Sogna ad occhi aperti la Carrarese, mentre l'incubo dello Spezia continua anche con il ritorno in panchina di D'Angelo. Adesso lo Spezia occupa l'ultimo posto, e contro il Mantova si parla già di dentro o fuori, anche se ogni partita, da qui alla fine, probabilmente verrà etichettata così.

Lo Spezia scivola in fondo alla classifica perché dopo quattro mesi il Pescara abbandona l'ultimo posto, e adesso ci crede davvero. A Reggio Emilia il Pescara gioca probabilmente la miglior partita stagionale, e senza dubbio si può definire il match del Mapei il più divertente del turno. Un primo tempo spumeggiante, per maggiori meriti della squadra di Gorgone rispetto alla nuova Reggiana di Bisoli. Il vantaggio lo firma Olzer su punizione. Il piazzato del numero 27 non spicca per potenza e precisione, ma la barriera si apre a ventaglio e Micai si butta il pallone in porta. Il portiere della Reggiana rappresenta in quel momento l'imprevedibilità che la B sa offrire: prima la papera sulla punizione, cinque minuti dopo toglie dalla porta un destro a botta sicura di Insigne. La parata più bella dell'intero turno, probabilmente una delle migliori dell'intero campionato. Il Pescara gioca veramente bene, l'entusiasmo è palpabile. Brugman prende la traversa dopo un velo stupendo di Di Nardo. Nel secondo tempo la scena se la prende, ancora una volta, il signore che potete ammirare in copertina: Olzer gli appoggia il pallone, lui arriva in corsa ma in scivolata la mette sotto l'incrocio. Da quando è tornato in campo, Lorenzo Insigne è una sentenza. 4 gol e 2 assist, con lui in campo il Delfino non ha mai perso. La Reggiana prova a rientrare in corsa con il gol di Lambourde, ma gli abruzzesi tengono bene, e chiudono i discorsi a ridosso del novantesimo con Meazzi, imbucato da Di Nardo che ha giocato un'altra gara clamorosa per intensità e sacrificio. Dopo quattro mesi il Pescara non è più ultimo, non è più prevedibile e sotto ritmo, e per la salvezza il segnale è ufficialmente lanciato. Il lavoro di Gorgone e l'apporto di figure cardine dello spogliatoio stanno guidando una rimonta incredibile, che non sembra conoscere la parola fine. La Reggiana sembra ormai spacciata, e se nemmeno Bisoli è riuscito a stravolgere nell'immediato qualcosa, la retrocessione si avvicina sempre di più.

Ruggisce e reagisce anche il Bari in casa contro il Modena. In un weekend di scontri salvezza, la gara con il Modena rilancia la squadra di Longo. Partita ben giocata dai galletti, che fin da subito hanno mostrato di avere un obiettivo concreto per cui lottare. Un miracolo di Chichizola e un palo colpito da Odenthal sembravano il preludio per l'ennesimo pomeriggio nero per i pugliesi, ma la luce quest'anno la accende sempre Emanuele Rao: progressione di quasi sessanta metri, uno scatto alla Bale, e un rigore conquistato per un contatto con Wiafe. Dal dischetto segna Moncini, e la partita si sblocca. La gara si mette subito in discesa quando il Modena decide di regalare il momento più divertente e bizzarro della giornata: rimessa lunga, Chichizola esce e va verso Adorni, il difensore non lo sente e gli passa il pallone di testa. Mentre entrambi cercano di capire chi l'ha combinata più grossa, la palla entra in porta. Proprio Adorni va vicino al gol del 2-1 dopo un'azione confusa, ma il palo e Cerofolini chiudono lo specchio. Nel secondo tempo il Modena cambia volto grazie all'ingresso di Ambrosino, l'unico capace di mettere in difficoltà la difesa barese. Cerofolini deve calare anche un grande intervento per chiudere lo specchio al giocatore di proprietà del Napoli. In contropiede il Bari mette la terza e chiude la partita: Dorval passa sulla fascia e appoggia in mezzo per Cuni che non deve fare altro che spingere la palla in rete. Nel finale Ambrosino trova il gol del 3-1 ma è troppo tardi per tentare una qualsiasi reazione. Vince il Bari, e sul Modena si apre un dibattito: in questo finale di stagione, i canarini devono ritrovare le motivazioni per competere e prepararsi ai play-off, che ancora vanno conquistati aritmeticamente.

A proposito di scontri diretti, il Mantova vince di misura contro l'Entella e prova a tirarsi fuori dalla lotta per non retrocede. Al Martelli la partita è divertente, gioca meglio il Mantova e sfiora più volte il vantaggio. L'Entella cerca fortuna con qualche punizione gettata alla disperata in mezzo, ma la difesa tiene bene. Le occasioni del Mantova sono incredibili e paradossali: nel primo tempo Trimboli sbaglia a porta semi-vuota calciando malissimo, e nella carambola Del Frate compie due autentici miracoli. Davanti la porta il Mantova sbaglia tantissimo, calcia poco ma male, e per sbloccare la partita ci vuole un atto di autentica follia calcistica. Al minuto 83 Marras calcia da casa sua e manda la palla alle spalle di Del Frate. Una rete tanto pesante quanto clamorosa, che porta la squadra di Modesto a tre punti di vantaggio sui play-out. Per l'Entella adesso si preannuncia un finale in trincea per rosicchiare quanti più punti possibili per tirarsi fuori.

Rimane in controllo della propria classifica l'Avellino, che perde a Palermo ma senza rientrare nella lotta per non retrocedere. Gara intensa ed episodica quella del Barbera, decisa dalle reti di Palumbo e Ranocchia e dall'espulsione di Izzo. L'Avellino non ha comunque demeritato nel secondo tempo, ma i valori dei rosanero sono venuti fuori alla lunga. Il Palermo si prepara allo scontro con il Frosinone, da cui prescinderà tutto il finale di stagione, e forse anche l'eventuale play-off. L'Avellino di Ballardini si prepara alle prossime gare con un vantaggio ancora importante sulla zona calda, ma con l'esigenza di chiudere subito il discorso salvezza.

Al centro della classifica prova a scappare anche la Sampdoria. La squadra di Lombardo vince di misura contro l'Empoli e nel mezzo dell'ennesima rivoluzione prova a blindare la salvezza, con l'auspicio di costruire un progetto solido nella prossima stagione. Decide la zampata di Nicholas Pierini, che nel corso della gara era stato il più pericoloso in avanti. Nell'equilibrio sostanziale che regna tra le due squadre, un filtrante con tunnel di Begic innesca Di Pardo, e dal suo cross partono una serie di deviazioni che portano la sfera a due passi dalla porta, nei piedi di Pierini che non può sbagliare. La gara dell'Empoli si spegne in quel pallone entrato in porta, e a parte qualche lancio lungo senza successo, Martinelli non deve sporcarsi i guanti. 37 punti per la Samp, che ha la necessità di inanellare un paio di risultati utili consecutivi per non ricadere nuovamente nella morsa della zona play-out. L'Empoli mantiene quell'alone di mistero e imprevedibilità che può risultare lapidario in vista di questo finale di stagione, dove sono attesi alcuni scontri diretti.

Nell'anticipo del mezzogiorno di Pasquetta, il Cesena non va oltre il pareggio contro il Sudtirol. Non si altera la classifica delle due squadre, anche se il Cesena può recriminare qualcosa visti i due gol annullati a Cerri per off-side. Nonostante una buona prestazione della squadra di Cole, il vantaggio lo firma il Sudtirol. La rete è dell'eterno Fabian Tait, che gioca in Trentino da dodici anni, praticamente da quando Ashley Cole arrivò in Italia per -non- giocare con la Roma. La squadra di Castori abbassa il baricentro dopo il vantaggio, e alla lunga viene fuori il Cesena, che pareggia dopo il quarto d'ora. L'azione parte da destra e porta Ciervo sul fondo per crossare, Shpendi prende posizione in mezzo, riesce a disturbare Davi e in due tempi l'attaccante albanese pareggia. Sarà la lega ad assegnare la paternità della rete, sancendo l'autogol di Davi. La partita rimane molto equilibrata, con una leggere pendenza a favore dei padroni di casa, ma il fuorigioco frena Cerri per ben due volte, e dove non arriva l'off-side, a fermare il Cesena ci pensa il portiere del Sudtirol, Adamonis. Termina 1-1.

Il confronto tra il novellino Cole e l'eterno Castori nella mattina di Pasquetta non poteva che essere il preludio per una giornata ricca di gol, di bocche piene, di palati fini e di amari in bocca. Non è mancato di certo lo spettacolo, e va detto con sincerità: in Serie B non ci si annoia mai.