Monza, Picozzi collabora con il club di Berlusconi: “Parlai con Galliani ai tempi del Milan, il calcio una passione. Ecco il mio ruolo”

Si arricchisce di una nuova figura professionale l’organigramma del Monza

Monza

Novità in casa Monza.

Nuovo volto nella struttura societaria del club brianzolo. Si tratta del professore Massimo Picozzi: medico, psichiatra, criminologo, scrittore, docente e personaggio televisivo, che da dicembre scorso collabora con il Monza.

Apprezzato e qualificato  opinionista del noto format televisivo di inchiesta giornalistica “Quarto Grado“, in onda ogni venerdì sera su Rete 4, il noto divulgatore presta la sua opera professionale all’ambiziosa società lombarda che milta nel campionato di Serie B, occupandosi della creazione di un’area di consulenza psicologica, del supporto allo staff tecnico per il miglioramento delle prestazioni dei singoli atleti e della coesione del gruppo all’interno del club.

Massimo Picozzi si è espresso ai microfoni di “Tuttosport” raccontando l’inizio della sua avventura al Monza ed illustrando minuziosamente dinamiche ed obiettivi del suo ruolo nell’organigramma del .

“Devo innanzitutto ringraziare l’ad, Adriano Galliani per l’opportunità di collaborare a un progetto razionalmente ambizioso. E naturalmente lo staff medico e tecnico che mi ha accolto, in prima fila il tecnico, Cristian Brocchi. Sono circa tre mesi che passo i cancelli di Monzello per confrontarmi con l’allenatore sugli aspetti psicologici che di volta in volta si presentano, e con i giocatori che abbiano piacere e interesse a condividere aspettative e dubbi. Una fase di conoscenza reciproca, sulla base di due principi fondamentali: il primo, banale, riguarda quanto gli aspetti psicologici siano determinanti in ogni prestazione, soprattutto se parliamo di sport di squadra; il secondo, meno scontato, si fonda su un’alleanza con gli atleti; un’alleanza che si crea solo con una conoscenza e fiducia reciproca. Posso dire che il lavoro è iniziato, ed è iniziato bene. Mi sono concentrato sul calcio per una passione di sempre, ma anche perché interessato alle dinamiche di gruppo, dopo una vita passata a occuparmi di profili individuali. Sono stato chiamato ad affiancare un campione di motociclismo, ma anche a ragionare con un team sulle potenzialità e i limiti nell’uso dei social. Con Galliani avevamo già parlato di una possibile collaborazione con Milan Lab nel 2013, ma le vicende societarie hanno poi portato in altra direzione. Sempre sulle emozioni nel calcio, ho insegnato alla scuola allenatori di Coverciano, e da anni tengo seminari al Master in Management dello Sport di Parma”.

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