Torino, Chiambretti: “Giampaolo l’uomo giusto, i granata sono un cantiere aperto. Obiettivi? Rispondo così”

Le parole di Chiambretti

Il Toro è ancora un cantiere, ci saranno miglioramenti.

Queste le parole del noto conduttore televisivo Piero Chiambretti, intervenuto in merito ad alcuni temi legati al momento attuale del Torino in Serie A. Da sempre affermato tifoso granata, l’uomo tv di Mediaset ha voluto puntualizzare in maniera positiva il lavoro finora svolto dal tecnico Marco Giampaolo“Parlando con diversi addetti ai lavori è considerato uno dei migliori allenatori italiani. Io ne sono fermamente convinto. Il problema di Giampaolo è che ha bisogno di più tempo rispetto a tutti gli altri, perché non è uno che spezza il gioco per ripartire in contropiede ma è uno che vuole fare calcio muovendo i giocatori secondo una certa logica di cui lui è padrone. A mio giudizio, è l’uomo giusto nel momento storico sbagliato, perché il Torino deve recuperare da una stagione fallimentare”.

Chiambretti ha poi voluto dire la sua sull’inizio di stagione della compagine granata, che dopo un primo avvio certamente a rilento adesso sta finalmente mostrando compattezza e buon gioco: “Se la Juventus è un cantiere aperto, noi stiamo costruendo il nostro cantiere, perché abbiamo cambiato allenatore, direttore sportivo, alcuni giocatori, modulo di gioco e quindi non ci si può aspettare in poche partite dei grandi balzi verso la Coppa dei Campioni. A Tika Taka non ho mai l’opportunità di parlare del Torino, perché le partite dei granata sono sempre poco definite. Rimandiamo la discussione sul Torino ogni settimana, sebbene partecipino al programma grandi cuori granata come Pasquale Bruno e Ciccio Graziani”.

 

Chiosa finale per quanto concerne il capitolo obiettivi stagionali, quando ad oggi nulla può essere ancora compromesso: “Il Torino nel suo piccolo potrà fare discretamente bene, ad una condizione però. Bisognerà lasciare tempo a Giampaolo di amalgamare i giocatori che ha. Come ha ricordato pochi giorni fa Carlo Ancelotti, il destino di un allenatore è per il 5% legato alla stampa, per il 10% ai tifosi e per il rimanente 85% alla società. Se la società terrà duro, manterrà le proprie promesse sul mercato e si dimostrerà dalla parte del mister, allora qualcosa il Torino ne ricaverà. La nostra rosa non è da Coppa dei Campioni, ma non è inferiore a molte altre che ci stanno al momento davanti”.

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