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Cala il sipario sulla trentesima giornata di campionato. Adesso tutti gli occhi sono sulla nazionale di Gattuso, impegnata giovedì nel play-off contro l'Irlanda del Nord, ma al rientro il campionato sembra poter regalare ancora sorprese e rimonte.
Il mese di marzo
Allegri lo ripete da inizio stagione: la lotta per un obiettivo entra nel vivo nel mese di marzo. Se si vuole ambire a qualcosa, a marzo bisogna essere sul pezzo e a ridosso dell'obiettivo. Da adesso però, si inizia a guardare anche la classifica. Comanda ancora l'Inter, ma il distacco si riduce di settimana in settimana. In Serie A la squadra di Chivu non vince da tre partite, e il pari con la Fiorentina lancia un allarme rosso: l'Inter in questo momento non c'è. Fisicamente, tatticamente, mentalmente. I nerazzurri sono incappati nell'ansia da prestazione nel mese clou della stagione, quello che poteva blindare lo scudetto già adesso. Tanti gli spunti: dall'assenza di Lautaro, al calo fisico di alcuni interpreti cruciali (Dimarco su tutti), passando per qualche sbavatura di troppo, come quella di Barella nell'occasione del pareggio di Ndour. Bene Pio Esposito davanti, gran gol dopo quaranta secondi e grandissima giocata nel finale, respinta da De Gea. Meno bene Thuram, in un periodo davvero buio che sembra non avere fine. In mezzo al campo e in difesa si comincia a tirare il fiato, e la gara contro la Roma dopo la sosta diventa un crocevia del finale di stagione: vincere per rialzare la testa, o rischiare di riaprire la lotta scudetto, perché dietro continuano a correre.
Ha ricominciato a correre il Napoli, che sembra aver ritrovato quel cinismo che gli ha permesso di vincere lo scudetto l'anno scorso. A Cagliari è bastato un graffio in avvio di McTominay, e una buona gestione della gara e del risultato, per conquistare la quarta vittoria consecutiva. Conte sta ritrovando i suoi tenori, e la musica è già cambiata: De Bruyne, Anguissa (ancora un po' indietro), McTominay, Lukaku... e il secondo posto adesso è a un solo punto. Dove puntano gli occhi di Conte? Probabilmente all'Inter, distante sette punti, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo...il Milan, prossimo avversario. Da Napoli-Milan probabilmente uscirà l'antagonista dell'Inter fino a fine stagione, in una partita che si prospetta molto equilibrata e a questo punto decisiva. Il Napoli lavora per rimettere tutti in condizione e giocarsela con tutte le migliori pedine a disposizione, il Milan prova a recuperare Leao. Il portoghese non è partito con la nazionale per rimanere a Milano e recuperare al meglio dal problema fisico che gli ha fatto saltare la gara contro il Torino. Infortuni da una parte e dall'altra, rimpianti a non finire, in palio l'ultima spiaggia per sognare lo scudetto.
Ha ritrovato i suoi totem anche il Milan, che batte 3-2 il Torino e mantiene il secondo posto. Continua a non brillare per gioco e continuità la squadra di Allegri, ma contro il Toro arrivano i tre punti che permettono ai rossoneri di preparare la gara di Napoli con un vantaggio, seppur minimo. Con la Lazio è mancato in mezzo al campo, ma ormai è chiaro che l'equilibratore assoluto di questo Milan è Adrien Rabiot. Dopo un golazo di Pavlovic, e il tris di Fofana, la firma più importante è probabilmente quella del francese. Non tanto per il gol, un tap-in a pochi passi dalla porta, ma per la quantità di cose fatte all'interno della partita: corsa, pressing, attacco, difesa, gol. Va aperto un capitolo anche sul modulo scelto da Allegri, perché contro il Torino la reazione del secondo tempo passa dal cambio modulo e dall'ingresso di Atekhame. Gran partita dello svizzero, ma soprattutto ottimi segnali dalla difesa a quattro. Se l'attacco continua a non incidere, la difesa a quattro ha portato il Milan ad avere maggiore fluidità nella manovra, e un miglior attacco dell'area con i centrocampisti. Nel finale è rientrato anche Santiago Gimenez, e chissà che Allegri non possa ripartire proprio dalla difesa a quattro, magari provando ad abbozzare qualche tridente a trazione offensiva per il finale di stagione. Adesso gli interpreti offensivi sono numerosi, e sarà compito di Allegri gestire al meglio il modulo e i giocatori da utilizzare. In questo momento però, al netto dei sempre ottimi Modric, Pavlovic, Maignan ecc, il Milan si costruisce con "Rabiot più altri dieci".
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