Lazio-Roma, parla Iturbe: “Mi auguro che i giallorossi vincano il derby. Quel gol quando lottavamo per la Champions League..”

Le dichiarazioni dell’ex attaccante del Verona Juan Iturbe

Iturbe

Sale la febbre da derby: mancano poche ore all’attesissimo match tra Lazio e Roma.

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Una partita del genere, si sa, regala sempre tante emozioni. Il derby della Capitale è storia, passione, sentimento e attaccamento. Andrà dunque in scena tra poche ore allo Stadio Olimpico la sfida che vedrà come protagoniste le compagini di Simone Inzaghi e di Paulo Fonseca. Mai come sta volta negli ultimi anni, i tre punti potrebbero pesare un sacco per una classifica molto corta ed equilibrata. Il club di Lotito ha bisogno della vittoria per rimanere attaccato alla scia Europa, alla rosa del patron Dan Friedkin il successo consentirebbe invece di allungare sulle inseguitrici provando ad accorciare il gap che intercorre tra la squadra della Capitale e le milanesi.

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Iturbe

 

Sa bene cosa si prova a giocare una partita del genere Juan Iturbe, che ha vestito la maglia della Roma dal 2014 al 2017, con la parentesi Torino nel 2016. L’ex Verona in una lunga intervista rilasciata al sito del club giallorosso, ha ricordato in particolare un suo gol decisivo nel derby del 2015 su assist dell’ex Cagliari Victor Ibarbo. Di seguito, le sue dichiarazioni.

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GOL NEL DERBY- Metto dentro la palla di sinistro, a porta vuota. Un’emozione davvero inspiegabile. Mi tolgo la maglia, inizio a correre in tutte le direzioni. Mi tuffo a terra, urlo fortissimo verso la curva Sud. Indescrivibile. Non avevo mai pianto in carriera per una rete segnata. Ma Roma è unica, i romanisti sono tifosi calorosi come è difficile trovarne in giro. Quella partita significava voglia di vincere, di contribuire a raggiungere un risultato importante. Eravamo in lizza per la Champions League al secondo posto, la Lazio era di poco sotto, vincendo ci avrebbe superato. Ma non ci riuscirono, vincemmo noi. Ci qualificammo quel giorno per l’accesso diretto alla competizione europea. Anche perché, rispetto a oggi, arrivare secondi o terzi faceva differenza”.

LA SVOLTA MAI ARRIVATA– “La verità è che non è semplice giocare a Roma, in particolare nella Roma. C’è concorrenza, noi eravamo una squadra molto forte, con tanti talenti e per emergere puoi faticare. L’anno successivo pure iniziai bene. Dovevo andare al Genoa, ma poi non se ne fece più nulla. Segnai un gol contro il Frosinone alla terza giornata. Alla fine è andata come tutti sappiamo. Ma va bene lo stesso, Roma è una delle cose migliori che è capitata nella mia vita”.

NOSTALGIA, PRESENTE E FUTURO– “Roma mi manca tantissimo. Oltre che un club grandissimo, la città è meravigliosa. Io prima o poi lo farò, tornerò per vivere nella Capitale. Si sta bene, la qualità della vita è altissima. A giugno mi scade il contratto qui in Messico (con il Pumas). Poi, sì, cercherò di rientrare in un club italiano o europeo. Sono ancora giovane, ho 28 anni da compiere, sento di poter dare qualcosa. In Messico il campionato è molto difficile, l’ho sempre detto. Le società ci mettono soldi, i talenti non mancano. Il Covid è anche qui e bisogna stare attenti. Non siamo mai stati in quarantena, per fortuna. Il calcio si è fermato per due o tre mesi. Aspettiamo il vaccino, sperando che arrivi il prima possibile. Nel frattempo, cerchiamo di limitare gli spostamenti ed evitare altri guai. Le partite di Serie A le vedo quasi tutte, il fuso orario mi aiuta. Vedo spesso anche la Roma, naturalmente. E sto ammirando una squadra che gioca bene, che vince e che può tornare in Champions. Mi auguro vinca più partite possibile da qui alla fine del campionato. Mi auguro che vinca il derby, soprattutto”.

 

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