Genoa, Masiello sulla ripresa dei campionati: “Impossibile dimenticare i morti. Medici del club titubanti, servono garanzie”

Genoa, Masiello sulla ripresa dei campionati: “Impossibile dimenticare i morti. Medici del club titubanti, servono garanzie”

Le parole del difensore del Genoa, Andrea Masiello, sulla possibile ripresa del campionato e sull’emergenza coronavirus

Andrea Masiello si sbilancia sul futuro dei campionati.

Non accenna a placare il dibattito tra giocatori, club e addetti ai lavori, relativo alla possibile ripresa dei campionati. Tra i tanti ad essersi espressi sull’argomento anche il difensore del Genoa, Andrea Masiello, intervenuto ai microfoni di “Sei la Tv” per fare il punto sull’emergenza coronavirus e raccontare il suo isolamento.

 “Come passo queste settimane? È stata una botta pesante per tutti, sono molto vicino alle famiglie colpite dal lutto. Mi dispiace aver visto soffrire le persone. Quando sei in casa con le figlie il tempo passa velocemente, poi c’è l’aspetto fisico dove lavoro per tenermi in forma in vista della ripresa che speriamo avvenga presto. Il problema, forse, è stato affrontato con confusione dalle istituzioni. Non si sa quanto possa durare ancora perché ci sono contagi”.

Il difensore si è poi sbilanciato sulla possibile ripresa dei campionati: “Dal mio punto di vista, se ricominci dovrai essere monitorato. È il mio lavoro, ma se non c’è garanzia faccio fatica ad essere tranquillo e sicuro. Poi non possiamo dimenticarci dei morti. L’idea era fermare tutto subito e capire cosa si andava ad affrontare. Adesso faccio fatica a pensare sia tutto finito. Bisogna pensare alla vita e alla salute. Se il calcio si ferma 2-3 mesi non succede niente”.

Tra i temi trattati dall’ex Atalanta, anche quello relativo alle soluzioni da adottare per decretare i verdetti della stagione 2019/20:  “Quale soluzione se non riprende il campionato? Se viene congelato il campionato è normale che subentrino polemiche. Playoff e playout sono tutte supposizioni, ma si andrebbe incontro a polemiche. Serve prendere decisioni, secondo me bisogna rimanere più tranquilli possibili. La posizione dei medici? Il dottore è un po’ titubante, c’è un po’ di scetticismo. Loro vogliono garanzie. Non si può essere al 100% sicuri, ci sono un po’ di punti di domanda: spero che gli addetti ai lavori possano darci le risposte”.

Infine, due battute sul suo approdo in rossoblù: “Il passaggio dall’Atalanta al Genoa e la sfida immediata sul campo? L’ho vissuto in maniera intensa. Dal campo sembrava un’amichevole, mi ha fatto molto effetto. Io non avevo mai giocato nello stadio con la curva nuova, anche quella è stata una bella emozione. Me la porterò sempre nel cuore. Perché al Genoa? Stavo ancora bene fisicamente e non stavo più giocando. Giocare era la cosa principale, ma non sono vere le voci che ho discusso con la società. C’è stata questa opportunità, ma è stata una scelta sofferta. Volevo lasciare bene, ho continuato un percorso da calciatore e protagonista. Nessun rancore, sono molto legato alla città”.

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