Bologna, Mihajlovic: “Punizioni? Nessuno le calcia come me. Derby? Quello di Belgrado non è paragonabile…”

Il neo tecnico dei felsinei ripercorre le tappe della sua lunga carriera sia da calciatore che da allenatore

Sinisa Mihajlovic ha ridato verve e gioco al Bologna che nelle ultime uscite ha anche dimostrato di saper giocare bene al calcio.

Il tecnico della compagine felsinea, attraverso le colonne de ‘La Gazzetta dello Sport‘, ha parlato della sua lunga carriera e ripercorso le tappe vissute da allenatore nei diversi club di Serie A.

“Punizioni? Sarò presuntuoso, ma nessuno le calciava come me. Chiedetelo ai portieri, decidevo all’ultimo passo della rincorsa dove tirare. Ancora oggi a 50 anni tolgo la ragnatela dall’incrocio. Io e Pirlo abbiamo il record di gol in A, ma lui ha giocato più di me. Quanti hanno fatto tre gol su punizione in una gara come me? Derby? Quello di Belgrado non è paragonabile a nessun altro, è molto di più di una partita. L’atmosfera del Marakanà è qualcosa che non si può spiegare. Quello di Milano è la nobiltà del calcio. A Roma è sfottò tutto l’anno: ai miei tempi la Lazio era un album di figurine: solo in difesa io, Stam, Couto, Nesta… In attacco la Roma aveva Totti, Batistuta, Montella e Delvecchio. Auguro a Roma di rivedere tutti insieme giocatori così. A Genova le coreografie più belle. A Torino vibra la voglia granata di ribaltare le gerarchie. Inter? La Juve mi chiamò l’ultimo anno di Conte, andai nella residenza degli Agnelli con Marotta e Nedved. Era tutto fatto. Ma alla fine Conte decise di restare. Salvo dimettersi due mesi dopo. Io ero rimasto alla Samp e a Torino è andato Allegri… L’Inter negli anni l’ho sfiorata così tante volte che ho perso il conto”.

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