Cani:”Palermo mai creduto in me,ora mia rivincita”

A calciomercato.com Edgar Cani, attaccante albanese classe 1989, racconta la sua avventura con la maglia del Polonia Varsavia, togliendosi più di un sassolino dalla scarpa nei confronti della.

A calciomercato.com Edgar Cani, attaccante albanese classe 1989, racconta la sua avventura con la maglia del Polonia Varsavia, togliendosi più di un sassolino dalla scarpa nei confronti della sua ex squadra. Sono passati sei mesi dal tuo arrivo in Polonia, qual è il tuo bilancio? Positivo, senza alcun dubbio. Francamente non pensavo di trovarmi così bene, soprattutto dopo un inizio traumatico. Per me era tutto nuovo, città, modi di vivere, lingua, cultura, cibo. Non ti nascondo che sia stata dura, ho avuto qualche difficoltà ad ambientarmi, ma con il passare delle settimane ho trovato la mia dimensione. Varsavia è una grande città, che offre molto. Soprattutto a livello sportivo. Sto facendo una buona stagione, ho segnato 9 gol in 17 partite (due in meno del capocannoniere “ammazza Juve” Rudnevs ndr) e sto aiutando il Polonia Varsavia a lottare per il titolo. La capolista Slask è lontana quattro punti, ma ci sono ancora tante giornate da giocare. L’obiettivo è vincere il campionato, la squadra finalmente gira dopo un inizio con il freno a mano tirato, a causa delle tante facce nuove. Mi sono integrato perfettamente nel gruppo, siamo una squadra tosta, che ha tanta voglia di vincere. La Polonia è la tua rivincita? Certamente. Dopo aver cambiato tante squadre, soprattutto in serie B (Padova, Piacenza, Ascoli, Modena ndr), avevo voglia di sentirmi importante. Il Palermo non ha mai creduto in me, non mi ha mai dato fiducia, per questo quando è arrivata l’offerta del Polonia Varsavia ho accettato la sfida. Ho rischiato molto, è andata bene. Il tuo futuro? A luglio avevo firmato un contratto di sei mesi, a gennaio l’ho rinnovato fino al 2015. Qui sto bene, voglio vincere il campionato e giocare la Champions League. Un ritorno in Italia? Non lo escludo. L’Italia è il paese dove sono cresciuto, si gioca il campionato più bello e importante del mondo, ma se torno voglio un progetto serio, voglio una squadra che punta su di me, non voglio essere ancora parcheggiato in serie B. Ad oggi non riesco ancora a capire perchè in Italia ci siano più attaccanti che non segnano che quelli che fanno gol. Le grandi prestazioni con il Polonia Varsavia ti hanno ‘regalato’ la maglia dell’Albania? Sono stato convocato per la sfida amichevole del 29 febbraio con la Georgia, per me è la prima volta e sono molto carico. Non ho ancora incontrato De Biasi, gli ho parlato per telefono e credo sia il tecnico giusto per ripartire. Ultimamente ci sono stati molti problemi, anche all’interno della federazione, serviva un cambio di rotta, un progetto chiaro. Ho tanta fiducia, l’Albania può dare del filo da torcere a qualsiasi avversario.

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