Sampdoria, Sabatini: “Finché c’è Ferrero resto, gli devo tanto. Non mi ha fatto pesare la mia assenza”

L’ex dirigente rosa esalta Massimo Ferrero e lo ringrazia per la vicinanza mostratagli dopo i problemi di salute che lo hanno tenuto lontano dal mondo del calcio

Walter Sabatini torna a parlare, lo fa per ringraziare la Sampdoria ed il patron dei blucerchiati Massimo Ferrero.

Dopo alcuni mesi di silenzio e preoccupazione dopo il ricovero d’urgenza a Roma per una crisi respiratoria, l’ex dirigente del Palermo ha intrapreso un percorso riabilitativo per tornare al lavoro più forte e determinato di prima. Lo ha fatto con la Samp, società che nonostante i momenti di difficoltà vissuti e la lontananza dalla città, mai ha fatto mancare l’appoggio al 63enne nel corso dell’ultimo anno. Intervistato da Il Secolo XIX, il dirigente romano ha ammesso: “Ho un grande debito verso la Sampdoria che non so se potrò saldare. Innanzitutto verso la società. Quando il mio corpo ha deciso di ribellarsi e di andarsene un po’ fuori dalle balle mai Ferrero mi ha fatto pesare le mie lunghe assenze da Genova. Però il mio orgoglio professionale mi tormenta da sempre e non esserci stato in alcuni momenti mi ha ferito. La stagione della Samp? Le prossime dieci partite saranno un’occasione. I giocatori non conoscono il loro reale valore. Glielo attribuiscono gli altri e si siedono su questo concetto. Il mio gusto mi porta ad avere l’esigenza irrefrenabile di ipotizzare sempre lo sviluppo di un’azione, il passaggio successivo. E ipotizzo scenari sempre da iperuranio, perché l’utopia è sempre dentro di me”.

“Perché stuzzico Giampaolo? Sono stimoli d’affetto. Lo considero ancora un allenatore giovane e da realizzare compiutamente. Nemmeno un allenatore, ma un demiurgo, un forgiatore di idee calcistiche. Il mio futuro? Se Ferrero un giorno mi comunicherà di aver ceduto la società, mi faccio immediatamente da parte- ha concluso Sabatini-. Perché gli acquirenti devono avere il diritto di lavorare con i loro uomini. Lo farò con molto dispiacere, perché la considero un’esperienza incompleta. Altrimenti vorrei rimanere“.

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