Salernitana, Lotito: “Voglio una squadra competitiva, quando saremo in A farò una scelta”

Salernitana, Lotito: “Voglio una squadra competitiva, quando saremo in A farò una scelta”

Il patron di Lazio e Salernitana Claudio Lotito fa il punto sulla stagione dei granata

Momento no per la Salernitana.

La squadra di Angelo Gregucci, infatti, è reduce da tre sconfitte consecutive e si trova al decimo posto della classifica, ormai fuori dalla zona play-off. In vista della prossima stagione si prospetta un netto cambio di rotta, con diversi addii e nuovi arrivi, per ambire a obiettivi più prosperi.

Il patron Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di ‘Telecolore’, ha parlato delle relazioni che intercorrono tra i suoi due club – Lazio e Salernitana – e ha fatto il punto sul momento che i granata, attualmente in ritiro in una nuova struttura, stanno vivendo:
“Tre campionati vinti di fila in Serie A ci avevano ben abituato, purtroppo ci metteremo più tempo del previsto ma ce la faremo. Vorrei fugare qualsiasi dubbio: noi possiamo andare tranquillamente in Serie A, a quel punto io dovrò fare una scelta pur aspettando il cambio della norma. Combatterò fino alla fine per dare certezza a questo club per abbinare solidità economica e risultati sportivi, so che la piazza ha grande passione e nessuno rinfaccia né offende. Se mi sono innamorato della Salernitana è perché trovo tifosi granata in giro per l’Italia, c’è un senso di appartenenza che non si riscontra da tante parti e che rappresenta un valore aggiunto. Potevo mai investire in una piazza che non stimo? Noi abbiamo bisogno del pubblico, è la nostra forza. Sono convinto di voler andare avanti e persevero perché il risultato sportivo non dipende da me o mio cognato. Io voglio portare la Salernitana in Serie A, anche quest’anno avevamo allestito una rosa di livello ma in campo non scendiamo noi. Se pensano di intimidirci chiedendoci di andare via sbagliano, il nostro percorso proseguirà e mira alla serie A senza ombra di dubbio. Vedrete che ve lo dimostreremo Non mi sembra che in estate si dicesse che avevamo allestito una rosa debole. Bisogna ricordare che un presidente può investire, ma in campo vanno i calciatori. Avevamo preso il miglior portiere della B, calciatori come Anderson e Di Gennaro, uno come Jallow sul quale abbiamo speso tanti soldi. A me piacerebbe mantenere una base solida, i giocatori vogliono venire a Salerno perché sanno che siamo una società che li mette nelle condizioni di lavorare nel migliore dei modi. Qualcuno soffre le pressioni, va via a parametro zero e ci rimettiamo. È accaduto con Donnarumma, Vitale e con il precedente allenatore. Abbiamo investito sulla Salernitana e la vogliamo rendere competitiva a 360°, sono venuto a Salerno per vedere lo stato di avanzamento dei lavori al Mary Rosy. Non dovete credere alle leggende metropolitane che vengono messe in giro ad arte: secondo voi spendevamo 5 milioni di euro all’anno e realizzavamo una struttura nuova di zecca per restare a vita in Serie B? Guardate il Mary Rosy: abbiamo realizzato la sala stampa, la palestra, tre campi di calcio e una palestra, sarà un campo perfetto come l’Arechi. I costi del manto erboso ricadono su di noi, mi sembra che viene tenuto nel migliore dei modi”.

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