Roma, Szczesny ripensa ai giallorossi: “Totti una leggenda, ma De Rossi capitano vero. Nainggolan? Vi racconto un aneddoto…”

L’estremo difensore della Juventus Wojciech Szczesny torna a parlare dei suoi trascorsi alla Roma e di alcuni suoi ex compagni

Wojciech Szczesny ripercorre le due stagioni in cui ha vestito la maglia della Roma.

L’estremo difensore polacco, il quale è approdato in Italia nel 2015 trasferendosi al club capitolino in prestito dall’Arsenal, è divenuto in queste ultime due stagioni il degno sostituto di Gigi Buffon alla Juventus, che lo ha acquistato dai londinesi due annate fa per circa 12 milioni di euro. Il portiere, oggi una pedina fondamentale per i bianconeri, non ha tuttavia dimenticato i trascorsi ai giallorossi e ripensa con gioia ai giocatori che si trovavano con lui alla corte del tecnico di quei tempi Luciano Spalletti. Il ventottenne, intervistato ai microfoni del canale YouTube ‘Foot Truck’, ha parlato di alcuni dei suoi ex compagni.

TOTTI — “Una grande figura, sia per la reputazione che per le qualità. L’innamoramento dei tifosi nei suoi confronti forse non faceva bene alla società e alla squadra. Però da un certo punto di vista era comprensibile che quando le cose andavano male lui si riscaldava o entrava in campo e lo stadio si svegliava e cominciava una nuova partita”.

DE ROSSI — “Daniele per me è stato sempre il vero capitano della squadra, dello spogliatoio. Questo perché Totti era una leggenda del club ed era una figura forte, probabilmente lo era anche più della squadra. Da un certo punto di vista c’era Totti e c’era la Roma. Daniele invece è stato veramente l’anima dello spogliatoio, con un carattere eccezionale ed è veramente un grande calciatore”.

EL SHAARAWY — “Una curiosità che posso dire su di lui è che ogni volta che andavamo a giocare, lui nel pre-partita guardava i video di Neymar. È come se io vedessi i video di Buffon, ha un amore per il calcio simile a quello che hanno i bambini”.

SALAH — “Grande calciatore, grande persona, una delle più umili che abbia mai conosciuto, molto religioso, non mi sentirai mai dire una brutta parola contro di lui. Però non mi sarei mai aspettato un’esplosione del genere al Liverpool, pensavo che avrebbe fatto gli stessi numeri fatti alla Roma, ma non così tanto. Lì però gioca più centrale, con un ruolo simile a quello di Ronaldo col Real, dove partiva da ala ma era nei fatti una seconda punta. Nella Roma aveva una scarsa finalizzazione, idem al Chelsea. Negli allenamenti era più difficile subire gol che parare, ma è una delle poche persone nel calcio per la quale sono contento”.

NAINGGOLAN — “Quando c’è Radja ci si diverte. È un grande giocatore ma ormai tutti lo accosteranno alla sua vita privata. Non credo che sarebbe stato così forte con un altro stile di vita e quando ha provato a cambiare ha avuto risultati pessimi. Un aneddoto? Andammo una volta io e lui a Montecarlo e mi portai solo il passaporto senza nessun soldo, andammo ad un casinò e iniziò a giocare. Ogni soldo che vinceva io lo prendevo e me lo mettevo in tasca. A un certo punto mi dice “Cavolo, ho perso tutto” e gli rispondo “guarda Radja, hai vinto 200 mila”. Nemmeno se ne era accorto per quanto era entrato nel gioco”.

 

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