Roma, Smalling: “Sono venuto qui perché mi piacciono le sfide. I giallorossi hanno un gran cuore. Kanté? Il mio pensiero”

Roma, Smalling: “Sono venuto qui perché mi piacciono le sfide. I giallorossi hanno un gran cuore. Kanté? Il mio pensiero”

Chris Smalling, difensore della Roma in prestito dal Manchester United, sull’approdo in giallorosso e sull’emergenza Coronavirus

Perché ho scelto la Roma? Era una sfida che volevo fare“.

Chris Smalling, difensore centrale della Roma, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante un’intervista a The Times, partendo dalla decisione di approdare in giallorosso: “Sono una persona che vive senza avere rimpianti. Mi piacciono le nuove sfide fuori dalla mia zona di comfort e il poter mostrare alla gente che tutto è possibile“.

Sulle iniziative portate avanti dai capitolini durante l’isolamento: “La Roma ha un cuore molto grande. L’ho notato rapidamente qui. Ha aiutato molto le persone, senza limiti. È fantastico. Hanno davvero dato l’esempio e altri club ne hanno preso spunto per fare lo stesso. Sono molto orgoglioso di essere associato alla Roma grazie a tutte le loro iniziative“.

Infine Smalling ha parlato della scelta di Ngolo Kanté di non riprendere gli allenamenti con il Chelsea: “È una scelta personale. Siamo stati tutti a casa, isolati, siamo potuti uscire solo quando era necessario. Si può fare un passo indietro in allenamento quando si saprà che tutte le misure sono state prese e ci sono stati tutti i test del caso. Posso capire la posizione di tutti quelli che si tirano indietro quando manca la massima chiarezza. Fortunatamente, qui a Roma, ho la sensazione che abbiano questa chiarezza. Ci hanno tenuti al corrente. Abbiamo avuto incontri regolari con il CEO, Guido Fienga, per parlare delle diverse misure e restando aggiornati. È stato molto utile conoscere le loro discussioni con la Lega e i dottori e ce lo stanno trasmettendo direttamente. Ecco perché credo che molti giocatori qui si sentano a proprio agio nel tornare, perché conoscono le diverse misure. Conoscono i protocolli di sicurezza. È stato tutto elencato, ma se alcuni giocatori in alcuni club non hanno ancora chiara la situazione, allora posso capire che siano un po’ spaventati fino a quando non viene tutto alla luce. Anche io vorrei lo stesso”.

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