Roma, Nainggolan: “Mi sento italiano, orgoglioso di vestire il giallorosso. Passioni? La moda e i tatuaggi”

Roma, Nainggolan: “Mi sento italiano, orgoglioso di vestire il giallorosso. Passioni? La moda e i tatuaggi”

Il centrocampista giallorosso si racconta in un’intervista dove la moda prende il sopravvento sul calcio.

Una vita calcistica trascorsa in Italia per Radja Nainggolan che a 29 anni ha deciso di dilettarsi anche con la moda e ha aperto un negozio legato soprattutto all’abbigliamento che ha chiamato ‘Noname Store’. Il centrocampista della Roma, da sempre egocentrico per acconciature particolari e anche per il modo di vestire, ha rilasciato un’intervista a Roma Magazine nella quale parla dei suoi inizi ma anche delle sue passioni oltre il calcio.

ITALIA AMORE MIO – “Mi sento un po’ italiano. Sono 12 anni che sono qui, conosco tanti posti, a Roma sto vivendo benissimo, sono molto felice, so cosa vuol dire giocare per i colori della Roma e sono felice e orgoglioso di far parte di questa squadra. Ho iniziato a 4 anni, con mio nonno ho iniziato a giocare in una squadra giovane e mi è piaciuto. Oggi ho 29 anni, sto nel mio momento calcistico migliore. Sono più maturo, le cose vanno bene, ho un po’ di esperienza che è importante”. 

ORIGINI – “Nainggolan non è un nome belga ma indonesiano, mio papà è indonesiano. Lo porto con orgoglio perché si vede che non sono belga puro devo dimostrare le mie origini. Avrei potuto cambiarlo da piccolo ma lo porto con orgoglio”. 

LA MODA – “E’ una passione, è iniziata da giovane. Una paio d’anni che la seguo, adesso abbiamo avuto l’idea di iniziare con un negozio e ci stiamo divertendo. I capelli? Ho iniziato a Cagliari a fare la cresta. Poi cambiare è difficile quindi sono rimasto così. Alcuni apprezzano altri no ma l’importante è che sto bene io”.

TATUAGGI – “Anche questa è una passione è iniziata con dei significati poi mi piace l’arte in generale. E’ diventata una malattia come è per i vestiti e per le macchine. Li porto sulla mia pelle e hanno anche tanti significati importanti per la mia vita. Raccontano una storia? Non per forza una storia, mo ho il mio numero preferito, la data del mio matrimonio, il nome di mia madre, il Buddah indonesiano che mi riporta alle origini. E un Ninja… è il mio soprannome. Se c’è un soprannome vuol dire che qualcosa di importante e di buono l’ho fatto. Sono soddisfatto per questo”.

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