A tutto Santon: “L’infortunio, l’incontro con CR7 e Mourinho. Florenzi? Ecco cosa ci siamo detti”

A tutto Santon: “L’infortunio, l’incontro con CR7 e Mourinho. Florenzi? Ecco cosa ci siamo detti”

Il terzino della Roma ha ripercorso alcuni momenti più significativi della sua carriera

Il racconto di Davide Santon.

Il terzino classe ’91 era rientrato, insieme a Nicolò Zaniolo, nell’operazione che aveva portato Radja Nainggolan dalla Roma all’Inter: dopo alcune stagioni sottotono in nerazzurro, Santon sembra aver ritrovato il giusto ritmo con la maglia giallorossa, collezionando 31 presenze fino a questo momento.

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Durante una diretta Instagram sul proprio profilo, Santon ha raccontato alcuni punti importanti della sua carriera e confermato la sua volontà di restare ancora alla Roma: Sono stato un po’ sfortunato perché ho avuto un infortunio appena arrivato ai massimi livelli, quello mi ha condizionato tutta la carriera perché dopo un infortunio non sei più libero come prima. Ho risentito di quello, ma rimpianti veri e proprio no. Ho sempre dato il 100%, anche se ovviamente ci sono delle volte in cui va bene e altre male. Voglio restare a Roma, certo. Qui sto bene. Ho il desiderio di vincere qualcosa con questa squadra. Si sta benissimo qui in città, anche se molto grande. Ci vogliono sempre 40-50 minuti di macchina per spostarsi. Si possono fare passeggiate in centro o al mare. Il clima poi è sempre molto caldo. Florenzi? Sento Alessandro ogni giorno, ma parliamo di tutto tranne che di mercato, al momento non possiamo saperlo se resterà. Dzeko capitano? Edin è una grandissima persona e può fare benissimo il capitano come sta facendo. Sono fiero di giocare con lui perché è un grandissimo giocatore“.

In seguito un commento anche su José Mourinho, suo allenatore durante la prima esperienza all’Inter prima del trasferimento al Newcastle: “È l’allenatore che mi ha lanciato, ha sempre creduto in me. Più che un allenatore è stato un motivatore per me, mi ha aiutato tantissimo“.

Infine, sul primo incontro con Cristiano Ronaldo: “Ero piccolo, non avevo la coscienza di cosa stavo facendo, e fino a qualche mese prima giocavo alla Playstation con lui. È stata una bella sensazione e a fine gara è stato lui ad abbracciarmi. Poi gli ho chiesto di scambiare la maglia, me l’ha promessa al ritorno e lo ha fatto senza che glielo chiedessi“.

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