Gerolin-Mediagol: “La fine del Palermo di Zamparini? Svelo il suo più grande errore. Possibili acquirenti e buco di bilancio…”

L’intervista esclusiva all’ex direttore sportivo del Palermo, Manuel Gerolin, realizzata dalla redazione di Mediagol.it

Un percorso controverso e altalenante, sul piano gestionale, strategico e dei risultati sul campo.

L’era targata Maurizio Zamparini a Palermo non ha conosciuto equilibrio e mezze misure. Da momenti radiosi ed apicali, come la partecipazione alle Coppe Europee, le stagioni di vertice in campionato, la finale di Coppa Italia contro l’Inter, a momenti decisamente bui con le tormentate vicissitudini dell’imprenditore friulano, e di riflesso del club, tra giustizia sportiva ed ordinaria. Un epilogo infausto, tra criptici passaggi di proprietà e la definitiva cancellazione della vecchia società dai quadri professionistici al culmine dell’infelice parentesi Arkus Network. Tra i numerosi dirigenti transitati dal capoluogo siciliano, c’è anche Manuel Gerolin, prima consulente esterno, quindi direttore sportivo nella stagione 2015-2016, intervistato in esclusiva dalla redazione di Mediagol.it. 

L’epilogo amaro del Palermo targato Zamparini? Sicuramente l’ex patron friulano con la sua bontà è andato un po’ oltre le sue effettive capacità economiche, soprattutto in questi ultimi anni doveva cercare di adottare una politica diversa, sia sul piano comunicativo che strategico, puntando suoi giovani, come l’Udinese, il Chievo o l’Atalanta quando aveva iniziato il suo percorso. L’ex presidente rosanero è un tipo vulcanico, sempre capace di aprire il portafoglio ed evidentemente è andato un po’ oltre. Negli anni è stato consigliato male dai suoi amministratori, o magari non ha voluto ascoltare i loro consigli. Quando una squadra fallisce vuol dire che vai oltre le tue reali potenzialità. Probabilmente, in termini di gestione,  il Palermo è andato oltre le sue possibilità ed è successo questo. Ci sono squadre minori a livello di forza economica che si sono sostenute con le idee, ottenendo risultati brillanti evidenti: penso a Empoli e Chievo, club che hanno fatto tanti anni in Serie A con qualche parentesi in Serie B. La Serie D non è assolutamente una categoria consona per il Palermo, una città che merita la Serie A, ma deve essere sostenuta da imprenditori seri e determinati ad investire, gente che metta i soldi. Zamparini in un momento di grande difficoltà, è praticamente rimasto solo.

Tante trattative per la cessione del club tutte sfumate al momento decisivo? Era difficile trattare con Zamparini, gli interlocutori che si sono fatti avanti non avevano le possibilità di portare avanti un discorso da Serie A, evidentemente i conti in rosso erano talmente ingenti che nessuno ha ritenuto opportuno e plausibile portare a termine l’operazione. Zamparini è un soggetto particolare, con il quale non è facile tessere una trattativa, ma lui  spesso ho detto che avrebbe ceduto la società quasi gratis. Era intuibile che c’era un buco di bilancio talmente grosso che nessuno poteva anche solo avvicinarsi all’idea di rilevare il club.”

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