Zamparini: “Accuse inconsistenti, a brevissimo comunicato da parte degli acquirenti del club”

Zamparini: “Accuse inconsistenti, a brevissimo comunicato da parte degli acquirenti del club”

Il patron del club rosanero, Maurizio Zamparini, commenta l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Caltanissetta e come questa possa influire sulla cessione del Palermo Calcio

Non sono cose che mi interessano

Tramite queste parole, intervistato da Il Giornale di Sicilia, Maurizio Zamparini snobba seccamente le motivazioni rese note dai giudici del Tribunale del Riesame relativamente al provvedimento che ha stabilito gli arresti domiciliari per il patron del Palermo Calcio. Si tratta di una pena non esecutiva, almeno finché non si pronuncerà in merito la Cassazione, che però riapre una ferita durata oltre un anno e che pareva ormai essersi chiusa definitivamente. E invece no, poiché l’imprenditore friulano dovrà rispondere di accuse a vario titolo, dal riciclaggio all’autoriciclaggio, con l’aggravante della transnazionalità, passando per le presunte false comunicazioni sociali. A queste si sono aggiunte le accuse di rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione, quelle per cui è indagato dalla Procura di Caltanissetta insieme all’ex presidente rosanero Giovanni Giammarva, all’avvocato Francesco Paolo Di Trapani ed al giudice Giuseppe Sidoti.

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Ma il numero uno del club di Viale del Fante è certo che le questioni giudiziarie non inficeranno il buon esito della trattativa per la cessione societaria al fondo internazionale e che saranno proprio i futuri proprietari del Palermo a porre fine a tutta questa vicenda, anche per quanto riguarda le questioni Mepal e Alyssa: “A brevissimo ci sarà un comunicato da parte degli acquirenti del club, che sicuramente finiranno di saldare il debito di Alyssa. Voglio poi vedere chi continuerà a dire che quel credito era falso, quando saranno pagati tutti i 40 milioni“.

(Cessione Palermo, può slittare il closing: troppi dubbi su Alyssa, Zamparini e gli arresti domiciliari…)

Le ultime notizie però, secondo quanto riportato dal noto quotidiano regionale, avrebbero allarmato gli organi di vigilanza, dato che il gruppo acquirente è quotato in borsa: “Non c’è nessun problema – ribatte sull’argomento il patron della società siciliana – loro sanno cos’è l’Italia…“. Intanto, per conoscere l’esito della questione, bisognerà attendere il responso della Cassazione. Già in passato Maurizio Zamparini aveva dimostrato di essere tranquillo e anche in questo caso, l’imprenditore friulano non nasconde la propria sicurezza: “L’unica cosa rimasta in ballo è Mepal e i fatti dimostreranno l’inconsistenza di queste accuse“.

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