Serie C, il pasticcio della Figc e lo sciopero dei calciatori: slittano i calendari e l’avvio della stagione. I dettagli

Serie C, il pasticcio della Figc e lo sciopero dei calciatori: slittano i calendari e l’avvio della stagione. I dettagli

La partenza della Serie C rischia di slittare

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Un campionato quello di Serie C che si preannuncia complicato.

Principalmente due gli interrogativi che potrebbero mettere in discussione l’inizio della stagione: la presa di posizione da parte di Assocalciatori che vorrebbe scioperare per protesta contro il limite delle liste bloccate di 22 giocatori impiegabili in campionato e il problema causato dalla topica commessa dalla Procura federale della Federcalcio che “rischia di allungare a dismisura i tempi per una sentenza definitiva sulla presunta combine fra Bitonto e Picerno”, si legge sull’edizione odierna de La Repubblica. Errore procedurale, quest’ultimo, che ha già causato il “blocco della compilazione dei tre gironi della serie C e la conseguente formulazione dei rispettivi calendari”. Inizialmente era stato deciso che il calcio d’inizio del campionato doveva essere il 25 settembre, con la compilazione dei calendari in diretta televisiva prevista per domani  pomeriggio, ma in questi giorni tutto è cambiato perché adesso si devono attendere pronunciamenti e ratifiche della giustizia sportiva sul processo che riguarda la presunta combine fra Bitonto e Picerno.

A farne le spese, tra gli altri, Palermo, Trapani, Catania, e le rispettive tifoserie, che attendono notizie. E se per i tifosi il problema è quello di conoscere il calendario con i vari incontri che dovranno affrontare le loro squadre, la cosa si complica per i club che devono programmare le trasferte, organizzare gli spostamenti da una regione all’altra in un periodo già reso difficile da gestire a causa dei protocolli anti coronavirus.

Era fissata per lunedì la data per il processo di appello alla sentenza di primo grado che ha visto penalizzare il Bitonto, facendo sfumare la promozione in C, e ha retrocesso il Picerno in D, ma a creare il problema è stato lo scambio fra rito abbreviato e ordinario e il conseguente slittamento alla sentenza al 16 settembre. “La sentenza di appello sulla carta è definitiva, ma ci sarà la possibilità di procedere ulteriormente entro trenta giorni impugnando il verdetto davanti al Coni”, si legge ancora.

Ne abbiamo parlato sia con il direttore che con la squadra. La nostra idea è quella di provare a riportare almeno le liste a 25 calciatori. Questa è una norma che tocca tutti, non solo il Palermo. Lo dico pensando a quei miei compagni che in questo momento sono a casa e non possono firmare il rinnovo di contratto proprio a causa di questa norma. C’è unità d’intenti con la società. Speriamo di non arrivare allo sciopero e soprattutto che si possa trovare una soluzione a questo problema”, ha detto il portiere del Palermo, Alberto Pelagotti, delegato dai rosanero per i rapporti con l’Aic. Per quest’ultima, che ha proclamato lo sciopero, la norma «pregiudicherà le opportunità di lavoro a circa duecento tesserati». Di tutt’altro avviso il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: “La minaccia di sciopero da parte dei calciatori è assolutamente irresponsabile e irricevibile».

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