Gian Piero Ventura, ex tecnico di Bari, Torino, Sampdoria e Venezia, tra le altre, analizza l'attuale campionato di Serie B
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Il Parma che comanda saldamene in classifica nonostante il ko contro il Lecco, il Venezia che tallona i ducali mostrando gioco e grande continuità, la rivelazione Catanzaro, Bari e Cremonese che risalgono gradualmente la china, il Palermo che rallenta ed arranca improvvisamente. Un campionato di Serie B avvincente e livellato, caratterizzato anche dai numerosi cambi di guida tecnica in questa prima parte di stagione. Gian Piero Ventura, ex commissario tecnico della Nazionale azzurra, analizza i principali temi del torneo cadetto nel corso di un'intervista concessa ai microfoni di TMW.
“Il Bari dà segnali di crescita con l'avvento di Pasquale Marino? L’esonero probabilmente è una scelta che andava fatta prima perché se credi in un allenatore devi dargli tempo altrimenti non ha senso. Marino ha fatto quattro partite con due vittorie e due pareggi. Ora la squadra può acquisire una condizione fisica migliore. Sul piano operativo la società è stata brava a dare qualità alla rosa. Può ritagliarsi uno spazio nei playoff. Crisi Palermo? Peccato perché il Palermo aveva la possibilità di staccare gli avversari. Ha perso l’occasione ma la B è un campionato dove tutto ciò che succede ad ottobre lascia il tempo che trova. Il futuro si determina a marzo. Spero che facciano lavorare Corini serenamente, il cambio di allenatore non avviene certo perché una curva si lamenta dopo una partita: se è ancora in sella evidentemente per la società è nelle condizioni di poter guidare il Palermo. La società ha fatto spese notevoli. Palermo è una piazza importante ha aspettative. Il sorprendente esonero di Moreno Longo a Como? Moreno Longo è stato mio giocatore e mio collaboratore, mi dispiace. Non è stato certo allontanato per i risultati. Il messaggio del Como non è certamente positivo, nel calcio contano i risultati, la programmazione e la crescita dei giovani. Il resto sono chiacchiere da bar. Mi auguro per loro che non abbiano fatto un grande errore”.
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