Salvezza Palermo, Conte-Ventura e calcioscommesse. Parla Gazzi: “Vi racconto quando stavo per lasciare tutto”

L’intervista rilasciata dal centrocampista del Palermo alla vigilia del match contro il Torino, sua squadra per quattro stagioni.

Domani tornerà nel suo vecchio stadio per la prima volta da avversario. Quei quattro anni vissuti a Torino da mediano granata non li dimenticherà mai. Alessandro Gazzi, però, pensa al presente e al bene del Palermo.

Domani – racconta – dobbiamo pensare a far punti per continuare a sperare nella salvezza”. 27esima giornata: passato questo week-end (l’Empoli intanto giocherà contro il Genoa), mancheranno undici turni di campionato alla fine dei giochi. Nulla è compromesso, ma uscire con le ossa rotte da Torino potrebbe significare condanna definitiva, sebbene lo scontro diretto di fine maggio al Barbera.

Gazzi non sa ancora se giocherà dal primo minuto contro la sua ex squadra (è in ballottaggio con Jajalo), ma proverà comunque a dare il suo contributo ad ogni modo. Del resto è il calciatore più “anziano” del gruppo.

“Come tutti i bambini sognavo di fare il calciatore – ricorda in un’intervista a 360° rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport‘ -, però non ho mai dimenticato ciò che mi disse mio padre: ‘Guarda che solo uno su 6000 arriva a fare davvero il calciatore‘. Immaginavo di essere negli altri 5999. Così ho sempre pensato che a un certo punto la selezione sarebbe stata talmente forte che mi avrebbe impedito di diventare un giocatore di Serie A. A vent’anni volevo smettere: ero appena passato al Viterbo e mi ero fatto prendere troppo dalla frustrazione per una serie di cose. Poi sono ripartito”.

CALCIOSCOMMESSE – “Essere coinvolto nell’indagine sul calcioscommesse a Bari ed essere squalificato per tre mesi e 20 giorni una sorta di fine del mondo per me? In quel periodo ho sempre accettato gli eventi, cercando di farmene una ragione e provando a risolvere la situazione nel migliore dei modi – spiega Gazzi -. Il mio obiettivo principale era di tornare al più presto in campo e così ho agito di conseguenza patteggiando per omessa denuncia. Cambierei qualcosa potendo tornare indietro nel tempo? Ogni tanto ci penso, ma sono cose che nella vita capitano. Bisogna accettarle. Ognuno agisce a seconda del mondo che ha attorno. Per questo non cambierei niente. A volte penso cosa succederebbe se tornassi indietro, ma il mio carattere e il mio modo di fare mi hanno portare ad agire così“.

CONTE-VENTURA – Sono i due tecnici che ha avuto tra Bari e Torino, entrambi ct della storia recente della Nazionale Italiana di calcio. “Conte ha una mentalità della vittoria feroce, che risalta in tutto ciò che fa, Ventura insegna più l’essere – sottolinea il centrocampista del Palermo -. Il primo ha la vittoria come unico mantra, il secondo invece vuole soprattutto vincere nel profondo. Sono orgoglioso di averli avuti”.

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