Salvatori: “Palermo? Sì, c’è stato un contatto. Poi hanno scelto Fabio Lupo”

Salvatori: “Palermo? Sì, c’è stato un contatto. Poi hanno scelto Fabio Lupo”

Le dichiarazioni di Fabrizio Salvatori, ex direttore sportivo del Trapani: “Vorrei trovare qualcosa di serio. Vorrei incontrare qualcuno che voglia fare un programma per vincere un campionato, senza andare all’avventura con gente che si butta nel calcio per illudere la gente”.

Tutto fatto, giovedì l’ufficialità: Bruno Tedino è il nuovo allenatore del Palermo. L’ex tecnico del Pordenone arriva insieme a Fabio Lupo che vestirà i panni del direttore sportivo.

Sì, Fabio Lupo. L’ex dirigente di Juve Stabia e Teramo, che ha firmato un contratto che lo lega alla società di viale del Fante per un anno (più opzione per il secondo), ha avuto la meglio su altri profili valutati nelle scorse settimane da Maurizio Zamparini e Paul Baccaglini: fra questi anche Fabrizio Salvatori, ex tra le altre di Trapani, Bologna e Torino. “Stavo andando al Palermo? C’è stato un contatto. I contatti servono per far capire alla proprietà determinate cose. Hanno ritenuto di scegliere Lupo, va bene così – ha dichiarato Salvatori ai microfoni di ‘TuttoMercatoWeb’ -. Sono sempre pronto. Vorrei trovare qualcosa di serio che punti a cose concreto. Vorrei incontrare qualcuno che voglia fare un programma per vincere un campionato, senza andare all’avventura con gente che si butta nel calcio per illudere la gente. Altrimenti meglio restare a casa… E poi stato a casa qualche anno e il telefono squillava solo per la sveglia della mattina. Vediamo…”.

TRAPANI – “La cavalcata da gennaio in poi con le difficoltà del calciomercato dove la maggior parte dei giocatori contattati rifiutava per il rischio di retrocedere è stata importante. Abbiamo fatto scelte oculate. Perdendo contro il Cesena ci siamo preclusi la possibilità di stare più tranquilli contro il Brescia. Avremmo fatto i playout, sarebbe stato più gratificante per giocarci la permanenza in serie B. La delusione però è nata da certi risultati che fanno pensare male. Posso capire che molte squadre che non avevano niente da chiedere al campionato non avevano la testa per giocare concentratissimi, ma è giusto giocare sempre con il massimo impegno perché ci sono dei colleghi che fanno sacrifici. Perché non sono rimasto al Trapani? Ho fatto un ragionamento: conosco poco il Girone C di Lega Pro. Magari mescoleranno i gironi, però non volevo deludere la proprietà facendomi pagare senza essere in grado di costruire una squadra competitiva. Credo di essermi lasciato con serietà”, ha concluso.

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