Sagramola: “Voci su Filippi e Castagnini destabilizzanti. Ferrero ed il Palermo? Spiego il mio pensiero”

Il punto della situazione dell’AD del club rosanero, tra Covid-19, playoff e cessione societaria

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Le dichiarazioni dell’ad del club rosanero, Rinaldo Sagramola.

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L’incubo Covid-19 che sta avversando la quotidianità di ognuno di noi ed ha fortemente inficiato anche l’avvio di stagione del Palermo di Boscaglia – poi passato nelle mani del vice Giacomo Filippi – la centralità della realizzazione di un centro sportivo nel progetto tecnico e societario del club rosanero targato Hera Hora, il futuro societario, con le voci sempre più insistenti di un interessamento di Massimo Ferrero al club rosanero e la qualificazione ai playoff, dopo una stagione altalenante dal punto di vista dei risultati e delle prestazioni della compagine allenata dal tecnico Giacomo Filippi. Questi, alcuni dei temi approfonditi dall’amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola, nel corso di un’intervista concessa ai microfoni del format “Siamo Aquile”, in onda su Trm.

“Tecnico e direttore sportivo in discussione? È inammissibile e inaccettabile che in un momento così delicato della stagione ci si possa andare a ipotesi di questo tipo. Mi piacerebbe che i tifosi aprissero gli occhi e ragionassero con attenzione e spirito critico sia quando parlo io che quando a parlare sono altri soggetti. Se uno fa il giornalista di mestiere deve sempre verificare le fonti, nessuno ha chiamato né me né il presidente Mirri per confermare tali voci. Quelli che scrivono e rilanciano tali voci sono tifosi? Direi no altrimenti in un momento così delicato si rifiuterebbe di mettere in discussione due figure importanti quali l’allenatore e il responsabile dell’area tecnica. Alla vigilia di partite decisive avrebbe a cuore l’equilibrio di un gruppo e non andrebbe a destabilizzarlo. Ferrero? Sta dimostrando di essere un ottimo dirigente e personaggio importante del panorama calcistico nazionale, ma adesso c’è un regolamento che impedisce multiproprietà. Le regole impedivano già da prima a chiunque di avere una partecipazione a un’altra  società professionista se già in possesso di una (anche a parenti fino al quarto grado). Non esiste alcuna deroga, l’unica consentita era per chi prendeva una società tra i dilettanti e la portava tra i professionisti. La norma precedente stabiliva che non avrebbero mai potuto partecipare allo stesso campionato società aventi lo stesso proprietario. Lotito con la Salernitana e De Laurentiis con il Bari. Se Ferrero avesse già venduto la Sampdoria può bussare alla porta di Mirri o Di Piazza e chiedere. Questa società al momento non ha un euro di debito, non posso dire la più trasparente perché non conosco la realtà di tutte le 98 società professionistiche. Tutto quello che si è fatto che si sta facendo e che si farà, è stato garantito dagli sforzi degli azionisti. Questa credo sia la migliore garanzia che si possa offrire ai tifosi di una realtà che negli ultimi anni ha vissuto più di qualche difficoltà legata d debiti accumulati negli anni”.

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