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L'INTERVISTA

Rinaudo-Mediagol: “Mauthe e Corona futuro del Palermo. Toure al Napoli? Affare ok”

Rinaudo-Mediagol: “Mauthe e Corona futuro del Palermo. Toure al Napoli? Affare ok”

L'intervista esclusiva concessa da Leandro Rinaudo, responsabile del settore giovanile del Palermo FC, alla redazione di Mediagol.it

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Un lavoro certosino, intriso di passione, professionalità e competenza. Nonostante un budget non trascendentale, unitamente a criticità di matrice logistica e strutturale, Leandro Rinaudo sta svolgendo con profitto un ruolo gratificante e delicato al contempo, Responsabile del settore giovanile del club, in seno al Palermo del patron e presidente, Dario Mirri. Risultati importanti ottenuti dalle varie selezioni di categoria sul rettangolo verde, formazione tecnica e disciplinare dei talenti di prospettiva del vivaio, alcuni dei quali già nell'orbita della prima squadra di Giacomo Filippi. L'ex calciatore di Palermo, Napoli e Juventus ha tracciato un quadro esaustivo della sua nuova esperienza professionale nel corso di un'intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it. 

Intervista realizzata da Leandro Ficarra

"Mauthe e Aziz Toure? Sono dei ragazzi davvero perbene che hanno dentro di loro grande spirito di sacrificio e voglia di voler raggiungere il proprio obiettivo. Enrico ha una struttura fisica importante e una discreta tecnica, Aziz che ha una storia molto toccante alle spalle sotto il profilo umano, lui è un giocatore di grande dinamismo e cattiveria in mezzo al campo. Corona, figlio d'arte, è diverso dal padre sul piano delle caratteristiche e nonostante l'altezza (1.95) è molto bravo tecnicamente sia con il destro che con il sinistro. Sono dei ragazzi che devono avere del tempo per poter crescere e maturare, sono dei bravi ragazzi che hanno voglia di fare e sono dei prospetti interessanti con delle qualità ben specifiche.  Operazione Aziz Toure? È stato l'unico 2002 per il quale abbiamo fatto l'addestramento tecnico, il Napoli mi ha chiesto diverse volte e in modo insistente informazioni sul ragazzo. In quel momento storico il ragazzo si allenava con la prima squadra, rapportandomi con lo staff tecnico abbiamo deciso di concerto di darlo in prestito in una big del campionato Primavera 1. Una vetrina importante per lui visto che gioca contro squadre di primo livello come Milan e Atalanta, ma allo stesso tempo resta un nostro tesserato ed un patrimonio del club. Credo sia stata un'operazione intelligente ossia tenere il ragazzo di proprietà facendogli fare un'esperienza importante. Credo che ogni ragazzo abbia davanti ai propri occhi un percorso personale diverso e soggettivo, c'è chi va a giocare in prestito in categorie inferiori c'è chi ha bisogno di fare il proprio cammino formativo nel proprio club. Lavorare settimanalmente con dei giocatori professionisti con mentalità e preparazione diversa credo sia molto formativo, anche se quando sei giovane hai bisogno di giocare con continuità. Credo che entrambe le strade siano utili, poi ognuno ha il proprio background e le proprie esigenze specifiche. Io personalmente dopo il settore giovanile a Palermo andai subito a giocare in C, mentre altri colleghi hanno deciso di fare altro. Quando un ragazzo ha la fame di arrivare prima o poi trova quella giusta da imboccare".

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