Porchia-Mediagol: “Futuro? Grato a Baccin e Zamparini. Scurto un predestinato, io e Stellone…”

Porchia-Mediagol: “Futuro? Grato a Baccin e Zamparini. Scurto un predestinato, io e Stellone…”

L’intervista esclusiva realizzata dalla redazione di Mediagol.it a Sandro Porchia, responsabile del settore giovanile del Palermo

La gestione del settore giovanile rosanero da parte di Sandro Porchia è stata davvero eccellente.

Valutazione oggettivamente confortata dai risultati ed impreziosita dal suggello della promozione in Primavera 1 della formazione guidata da Giuseppe Scurto.

Raggiunto l’obiettivo promozione nella massima divisione di categoria, il dirigente di origini cosentine, in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it, ha parlato di presente e futuro.

“Io ho avuto la fortuna che quattro anni fa Dario Baccin mi ha chiamato e che, a sua volta, il presidente Zamparini mi ha dato un’opportunità del genere. E’ normale che mi piacerebbe continuare nel settore giovanile perché ritengo di dover fare ancora tanto per crescere sempre di più, poi magari ci sarà la voglia di iniziare anche con i più grandi. Ho ancora tanto da imparare, il mio percorso ad ora rimane questo, poi tra due o tre anni si vedrà. Scurto? E’ un tecnico meticoloso, un grandissimo lavoratore che ha avuto la fortuna di avere un grandissimo staff in questi anni, a livello di risultati dobbiamo ricordare che ha portato per tre anni di fila l’Under 17 alle final-eight. Questa stagione ha iniziato il suo percorso in Primavera dove ha fatto benissimo, credo che sia un predestinato visto la sua vena lavorativa. Lui non parla tantissimo ma si fa capire bene anche con gli sguardi; un allenatore che mi piace tanto che ha fatto crescere molti ragazzi al di là del risultato. L’aspetto formativo, sotto il profilo tattico, tecnico e mentale, costituisce un obiettivo fondamentale nel nostro lavoro, talvolta questo aspetto lo si dimentica guardando solo al risultato.  Stellone? lo conosco molto bene perché ho giocato insieme a lui, è normale che ora sia concentratissimo sulla prima squadra poiché è desiderio ed intento comune centrare il traguardo che tutti noi sappiamo. Per quanto riguarda il lavoro svolto con i nostri ragazzi, Roberto mi ha chiesto chi fossero quelli più pronti e si è fidato ciecamente di me. Non abbiamo avuto modo di parlarne in modo dettagliato ed approfondito, ma avremo modo e tempo per confrontarci”.

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