Ponte: “Nessuno compra con ipotesi fallimento. Entrerei a far parte del Palermo soltanto se…”

Ponte: “Nessuno compra con ipotesi fallimento. Entrerei a far parte del Palermo soltanto se…”

Le dichiarazioni di Antonio Ponte, finanziere italo-svizzero coinvolto quest’estate nelle trattative di acquisizione del Palermo Calcio, riguardo alla complessa situazione societaria dei rosanero

Antonio Ponte si tira definitivamente fuori dall’acquisizione del Palermo Calcio.

Il futuro del club di Viale del Fante non ha nulla di certo: gli inglesi di Sport Capital Group, che avevano acquisito il 100% delle quote, si sono dileguati mentre la società è attanagliata da numerosi problemi, tra cui l’imminente necessità di pagare gli stipendi. L’ipotesi più temibile a far ombra sui rosanero è quella del fallimento.

Il finanziere italo-svizzero, che quest’estate si era posto in prima linea nella corsa all’acquisizione del club siciliano per conto di un gruppo di investitori da lui rappresentato, ha smentito, ai microfoni di ‘Zona Vostra’, in onda su TRM, la possibilità di rientrare nella trattativa:
La possibilità che io possa entrare a far parte di questa società è sempre più vicina allo zero. Solo un miracolo potrebbe far sì che io possa rientrare in una situazione del genere. Il miracolo sta a significare la partecipazione di qualcuno, da solo non si può fare una transazione (sempre in caso negativo) di 50 o 60 milioni che significa fallimento. Nessuno vuole comprare qualcosa pensando che ci possa essere un futuro fallimento se le cose non vanno in un certo modo, quindi chi fa le cose sul serio con dei criteri ben precisi appena si accorge che dall’altra parte non c’è nulla capisce l’impossibilità della trattativa. Per me chiunque si avvicini per concludere l’acquisizione accollandosi tutto come hanno promesso di fare gli inglesi, si ritroverebbe nella loro stessa situazione. Parole di Richardson? Gli inglesi hanno creduto a tutto quello che gli era stato detto sul Palermo senza avviare controlli come feci io a suo tempo. La prima cosa da chiedere era quella di voler vedere i 30 milioni, è una cosa assurda che loro non abbiamo indagato in tal senso. Sembra che loro avessero un accordo con Facile e Coen dove avrebbe avuto ruoli diversi da quelli degli investitori. Diciamo che sono stati messi davanti a una situazione che ha dell’incredibile, quasi assurdo che abbiano accettato una cosa del genere“.

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