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Pisa, il talent scout di Lucca: “Un predestinato, il suo futuro è in Premier League”

Pisa, il talent scout di Lucca: “Un predestinato, il suo futuro è in Premier League”

L'ex centravanti del Palermo, attualmente in forza al Pisa, ha stupito tutti nel corso della prima parte della stagione

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Lorenzo Lucca sta letteralmente dominando la Serie B insieme al suo Pisa, l'attaccante piemontese in questo inizio di stagione ha realizzato 6 reti e fornito un assist. L'ex centravanti del Palermo, ceduto dai rosanero ai toscani proprio in estate, ha puntato su di lui i riflettori grazie alle prestazioni di livello e la misto qualità-quantità che mette in mostra giornata dopo giornata. Adesso tutti pazzi per Lucca, ma c'è chi può vantarsi di aver scoperto il talento dell'attuale crack italiano che ambisce anche a un futuro nella Nazionale maggiore.

Gianluca Presicci (oggi talent scout della Fiorentina) è colui che ha creduto fin da subito che il possente attaccante classe '00 potesse finire sulla bocca di tutti, come ha raccontato nel corso dell'intervista rilasciato a grandhotelcalciomercato.com.

"Grazie alla famiglia Pastorelli, che rilevò il Vicenza in situazioni drammatiche da un punto di vista economico, fui chiamato a riorganizzare il settore giovanile. Appena arrivato, uno dei primi giocatori che mi segnalarono i miei responsabili di scouting, Piero Borrella e Umberto Masenello, fu proprio Lorenzo Lucca. Questo ragazzo giocava nell’Atletico Torino, un club affiliato al Toro. Da quelle parti io ho un amico e un fratello, che è Michele Padovano mandai lui a osservarlo e mi disse subito che sarebbe stato il caso di valutarlo da vicino. Così organizzai subito una partita contro l’Atletico Torino per poterlo osservare. Lucca m’impressionò: era una decina di centimetri più basso ma soprattutto 10/15 kg più magro rispetto a ora. Era molto magro, però mi colpì. Lo prendemmo in prestito dal Torino, con l’accordo che prevedeva un riscatto automatico a 20.000 euro nel caso in cui ci avesse convinto. Il Vicenza poi purtroppo fallì, e lui tornò al Torino. Ma ero sicuro che avrebbe fatto strada: noi siamo stati gli unici a credere in lui in quegli anni. Sicuramente siamo stati i primi. Adesso lo capisce anche mia mamma che è fortissimo, ma qualche anno fa lo abbiamo lanciato noi".

"Lui è forte di testa, ha forza e non lo anticipi mai. Tecnicamente è forte, perché riuscire a gestire la palla quando sei alto due metri non è facile. Ma soprattutto ha un grande carattere. Te lo spiego con questo aneddoto carino: dopo un mese dall’inizio della stagione con la Berretti, l’allenatore mi chiamò per convocarmi. C’era un problema con Lucca e il gruppo: arrivai in campo e c’erano tutti i giocatori a ferro di cavallo e io iniziai ad ascoltarli. Prese la parola il capitano: ‘Guardi, qui siamo un gruppo di ragazzi che si conoscono da tanti anni. Lucca è un giocatore forte, però…’ e scoppiò a piangere. Cominciò a dire che Lucca, pur essendo l’ultimo arrivato, esigeva e pretendeva troppo dai compagni che non riuscivano a stare al suo passo: faceva i movimenti, e magari non veniva sempre servito al meglio. Non era presuntuoso, era solo un leader, già a 17 anni… Alla fine di quell’allenamento lo caricai in macchina per portarlo a casa e mi disse che per lui era normale pretendere anche se non ha troppa confidenza, perché era fortissimo. Quando iniziò ad allenarsi con la prima squadra vedevo che teneva già botta con i professionisti di una certa età: lo menavano, calcisticamente, perché non riuscivano a prenderlo. Lì capii che era un predestinato. Per me tra due tre anni esploderà definitivamente. Caratterialmente è un ragazzo d’oro: il suo futuro è in Nazionale e al City, al Chelsea o al Manchester United. Il suo valore schizzerà alle stelle, e se lo potranno permettere solo i club con grandi disponibilità economiche. Per questo penso alla Premier".

 

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