Pergolizzi-Mediagol: “Trionfo in Serie D unico per tanti motivi. Nuovo Palermo e cambio modulo, dico la mia. Crivello e Doda…”

L’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it dall’ex tecnico del Palermo, Rosario Pergolizzi

palermo

Un posto di prestigio nella storia del Palermo.

Al netto di indice di gradimento, filosofie calcistiche e correnti di pensiero variegate sotto il profilo tattico, Rosario Pergolizzi ha scritto il suo nome in modo indelebile nel palmares del glorioso club rosanero. Lo storico scudetto conquistato nel giugno del 2009 con la formazione primavera è certamente tra i titoli più significativi della vecchia proprietà, la vittoria del campionato di Serie D nel primo step del nuovo Palermo targato Hera Hora costituisce un altro traguardo di rilievo. 

Non sempre il suo Palermo ha incantato nel corso di una cavalcata comunque poderosa nel ginepraio del dilettantismo.

Tuttavia, la compagine rosanero si è imposta in modo netto ed inequivocabile, con continuità ed autorevolezza, acquisendo ben presto identità tattica, compattezza ed equilibrio, collezionando vittorie in serie, stringendo i denti e ritrovandosi con personalità e carattere in un frangente di comprensibile e fisiologico calo generale. Una squadra solida, coesa, concreta. Capace di correre, lottare, vincere. Senza grandi orpelli e lustrini, ma con scudo e sciabola, brava a tenere botta, pronta a colpire al momento giusto. Quindi, le strade di Rosario Pergolizzi e del nuovo Palermo di Mirri e Di Piazza si sono separate. Senza fragore e clamore, ma con sobrietà e stile. Pergolizzi ha incassato con eleganza la scelta di proprietà e dirigenza, nonostante la comprensibile delusione e la legittima convinzione di aver svolto in pieno il proprio dovere. L’ex tecnico del Palermo ha concesso un’interessante intervista, spaziando tra passato, presente e futuro, in esclusiva alla redazione di Mediagol.it. 

Intervista realizzata da Leandro Ficarra e Giulia Anello

C’è grande gioia per il risultato ottenuto la scorsa stagione, nulla può essere dimenticato,  l’obiettivo prestigioso è stato raggiunto perché comunque ci sono state tutte le componenti che hanno girato al meglio: dalla società all’allenatore fino ad arrivare allo staff tecnico e alla città. Il campionato è stato vinto in maniera diretta e concreta, eccezion fatta per un piccolo periodo di crisi tra dicembre e gennaio. Vincerlo nella mia città di appartenenza e con la squadra per cui tifo da sempre credo sia stata una delle cose più importanti. Ternana-Palermo? Sotto l’aspetto tattico e tecnico non mi voglio addentrare perché ci sono già le persone competenti, noi abbiamo sempre affrontato le partite in un certo modo per il campionato che dovevamo fare. I campi erano particolari così come gli ambienti. A Terni il nuovo Palermo ha avuto il giusto atteggiamento, soprattutto nel primo tempo della sfida contro gli umbri. Credo poi che ogni allenatore abbia il suo modo di pensare e di conseguenza c’è chi ha ideali calcistici più difensivisti e chi più offensivisti, nel calcio nessuno inventa niente, ma sono soprattutto i calciatori che fanno la differenza. Palermo più lineare ed equilibrato con il 3-5-2? Credo che un tecnico in base a quello che vede in settimana, tra condizione e caratteristiche dei suoi calciatori, sceglie il modulo più adatto, anche io ricordo l’esordio in Serie D con tante difficoltà. I giocatori anche in questa stagione stanno arrivando progressivamente e gradualmente alla condizione migliore, un allenatore è portato spesso a variare assetto tattico anche in base alla disponibilità dei giocatori che chiaramente deve essere messa al primo posto tra i criteri di valutazione. Non ho mai privilegiato un modulo in particolare, è normale però che devi dare delle certezze ai giocatori; la dote più importante di un allenatore è la capacità di leggere la partita della domenica nel suo corso di svolgimento, a preparare la gara preventivamente trovi ormai tutti abbastanza pronti. Ruolo ideale per Crivello? Roberto lo ritengo un ragazzo eccezionale e un professionista di grande caratura che ha giocato a certi livelli, poi sul ruolo migliore dipende dalle contingenze della partita. Un match è diverso dall’altro sotto diversi aspetti, affrontare la Ternana può essere magari più motivante di giocare contro il Potenza. Crivello è un calciatore di sicuro affidamento sia nello spogliatoio che in campo, come tutti i ragazzi che ho avuto lo scorso anno io. Sono tutti ragazzi che si metteranno incondizionatamente a disposizione del nuovo mister. Doda? Ha caratteristiche diverse da Crivello che può fare sia il difensore centrale che il terzino, poi dipende tutto da quello che realmente cerchi da un esterno. Se sei alla ricerca del Roberto Carlos della situazione è una cosa, se invece cerchi il D’Ambrosio di turno allora Crivello può fare entrambi ruoli. Doda fa parte di quei giovani che il Palermo è stato bravo a prendere l’anno scorso in un mercato che era quasi terminato, l’ho voluto anche io dato che lo conoscevo da prima. Non ho visto la partita contro il Teramo ma quella in casa della Ternana e, pur vedendolo sottotono vista la lunga assenza per infortunio, sono sicuro che sarà un giocatore che darà tantissimo a questa squadra e lo ritengo un elemento di sicura prospettiva.

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