Palermo-Vibonese 0-0: rosanero generosi ma sterili, la compagine di Filippi stecca e delude al “Barbera”

Pari deludente per un Palermo macchinoso e spuntato contro la Vibonese

palermo

Commento

Desolante mediocrità.

Dopo l’inopinata e cocente sconfitta subita a Monopoli, il Palermo stecca fragorosamente anche l’abbordabile turno interno contro la Vibonese.

Un pari a reti bianche, figlio di una prestazione impalpabile nei primi quarantacinque minuti, generosa ma sterile nel corso della ripresa.

Poche chances nitide per sbloccare il risultato, un paio sulla testa di Rauti, una sul piede di Valente, la più clamorosa nel finale sprecata da Floriano. Sentite proteste per un tocco di braccio che ha smorzato in area un mancino al volo di Santana, diversi rischi corsi in fase difensiva in ragione dell’ormai cronica difficoltà a mantenere saldi equilibri e corrette distanze in fase di non possesso.

L’assenza di Lorenzo Lucca ha pesato come un macigno. Non soltanto sul piano squisitamente realizzativo. Il bomber di Moncalieri, per morfologia e caratteristiche tecniche, ha progressivamente acquisito un peso specifico determinante nell’economia dello sviluppo della manovra rosanero.

Orfano del suo terminale offensivo boa, il Palermo ha faticato tremendamente a trovare profondità, vanificando la sua laboriosa ricerca dell’ampiezza poiché fortemente penalizzato dalla mancanza di centimetri e forza d’urto nel gioco aereo.  La tessitura delle trame è spesso risultata scolastica e macchinosa, un giro palla estenuante dipanato in orizzontale, privo di sbocchi in verticale, cadenzato da ritmi fin troppo compassati per scompensare una difesa schierata. L’incedere delle catene laterali sfociava in una quantità industriale di cross, spesso dall’altezza della trequarti, letti e fagocitati agevolmente dai calciatori ospiti.

Rauti ha agito da prima punta di manovra con risultati non pari alle energie profuse, Silipo ha praticamente girato a vuoto senza mai incidere o dare significativa traccia del suo talento, Santana ha encomiabilmente provato a fare pentole e coperchi ma non si può sempre sperare nella magia dell’eterno argentino. Rilevare una sola trama offensiva degna di nota dalle parti di Marson nei primi quarantacinque minuti è stata impresa giornalisticamente ardua. Vis agonistica, cuore e muscoli, qualche ripartenza: la Vibonese al “Barbera” ha fatto, discretamente bene, quello che ha ragionevolmente potuto. L’esclusione, di matrice più disciplinare che tecnica, di Saraniti dalla lista dei convocati ha tolto a Filippi un’altra carta da un mazzo già  spoglio di alternative. La sorpresa Marong assurge a meritato premio per un ragazzo che ha sempre lavorato con dedizione e massimo impegno nel corso delle settimane, nonostante l’esiguo minutaggio collezionato da quando è approdato al club di Viale del Fante.

La chance concessa da Filippi al jolly difensivo nell’undici titolare costituisce un messaggio costruttivo inviato a tutto il gruppo il cui significato va ben oltre l’aspetto squisitamente tecnico. Il ragazzo ha ripagato brillantemente la fiducia del tecnico rosanero, sfoderando una prestazione attenta, vigorosa e gagliarda. Una sola sbavatura nel finale a cui ha posto rimedio Pelagotti, una condotta disciplinata ed ordinata sul piano tattico, buona intraprendenza nella compartecipazione alla cucitura della manovra in fase di costruzione.

Il secondo tempo giocato dalla compagine di Filippi è stato certamente più apprezzabile rispetto all’opaca prima frazione.

Il tecnico ha operato un paio di cambi, Accardi per Palazzi prima, Floriano per Silipo dopo un quarto d’ora della ripresa.

Il Palermo ha implementato ritmo ed intensità della manovra, cercando di spingere forte e sovrapporre a tempo sulle corsie per creare qualche grattacapo agli ospiti. Rauti ha avuto un paio di occasioni ghiotte, Valente ha visto infrangersi il suo cucchiaio su Mengoni, subentrato ad inizio ripresa a Marson.  Santana fa in tempo a protestare per un tocco con il braccio sul suo tiro al volo, prima di lasciare il posto a Kanoute. Proprio il numero venti di Filippi conia il tirocross che ispira la volèe di Floriano con Mengoni autore di una parata prodigiosa. 

La voglia di sbloccare la sfida induce il Palermo a prendersi più di un rischio. Baricentro pronunciato e squadra fin troppo lunga ed incapace di ricomporre la densità una volta persa palla. La Vibonese ne approfitta e spaventa Pelagotti.in varie circostanze con Spina, Statella e La Ragione,

Il triplice fischio del direttore di gara sancisce la fine dell’ennesimo capitolo greve di una stagione calcisticamente insipida.

Al netto dei ben noti limiti strutturali, sistematicamente ed inesorabilmente ribaditi dal responso del rettangolo verde, pensare di riuscire a scalare anche un solo posto in classifica con prestazioni di questo livello rappresenta calcisticamente una mera utopia.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy