Palermo, talpa caso Zamparini. Andrea Vincenti si difende: “Mai conosciuto l’ex patron. Giammarva…”

Palermo, talpa caso Zamparini. Andrea Vincenti si difende: “Mai conosciuto l’ex patron. Giammarva…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Andrea Vincenti, accusato insieme al padre di corruzione e abuso d’ufficio

Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza di Palermo ha effettuato una perquisizione nell’abitazione del giudice Cesare Vincenti, capo dell’ufficio gip del capoluogo siciliano.

Gli accertamenti sono stati disposti dalla procura di Caltanissetta che indaga sull’eventuale esistenza di una talpa negli uffici giudiziari che avrebbe avvisato l’ex patron del club di viale del Fante Maurizio Zamparini di una richiesta pendente di arresto a suo carico. Vincenti, dunque, sarebbe accusato insieme al figlio Andrea, avvocato, di corruzione ed abuso d’ufficio. In particolare, Andrea Vincenti avrebbe beneficiato di un incarico all’organismo di vigilanza del Palermo Calcio.

Palermo, inchiesta Zamparini: indagati il capo dei Gip Vincenti e il figlio. La ricostruzione dei fatti

Di seguito, le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Andrea Vincenti ai microfoni di Live Sicilia.

“Come si arriva alla mia nomina? Del tutto casualmente. Una sera di fine giugno esco dal mio studio e mi reco in un locale in via Libertà con un amico per un aperitivo. Lì incontro seduti ad un tavolo Giovanni Giammarva, l’avvocato Franco di Trapani e altri. Ci salutiamo cordialmente e scambiamo due chiacchiere, Giammarva mi dice che sta strutturando la governance del Palermo Calcio anche con la nomina di un organismo di vigilanza collegiale. A quel punto gli faccio presente che mi occupo di organismi di vigilanza da oltre dieci anni e ho una notevole esperienza professionale in materia. Giammarva allora mi propone l’incarico precisando che il compenso è modesto, 6.000 euro l’anno lordi. Io manifesto comunque la mia disponibilità; il Palermo Calcio è una realtà cittadina di rilievo e quindi avrei volentieri prestato la mia attività. Due giorni dopo mi scrive per dirmi che la nomina era stata esitata. Nomina che, ribadisco, nasce da un aperitivo di una calda serata di giugno 2018. Se conosco un tale Cirino, l’uomo di cui avrei preso il posto? No, mai sentito”, sono state le sue parole.

“Dalle parole intercettate di Giammarva si capisce che la mia è stata una nomina dell’ultimo minuto? Infatti. Tutto nasce dopo quell’aperitivo. Quali erano i miei rapporti con Giammarva prima della nomina? Nessuno. Ciascuno sapeva chi era l’altro ma non siamo mai andati oltre il saluto. Se ho mai parlato con mio padre prima della nomina delle vicende del Palermo Calcio? Mai. Anzi le dico di più, non nutro alcun interesse per il calcio. E poi mio padre si guarda bene dal parlare delle inchieste giudiziarie di cui si occupa. E quando mi scelsero per il comitato etico gliene parlai? Sì. Mi disse ‘bene’, ma il tema non fu oggetto di discussione fra noi due. Se conosco Alida Marinuzzi, giudice delle esecuzioni immobiliari? Mi creda, io non so neanche dove sia la sezione delle esecuzioni immobiliari. Sono un avvocato che si occupa di diritto societario. Lo sa tutta la città. È un fatto notorio. Perché il giudice Giuseppe Sidoti dice, a proposito di mio padre, ‘…ha il figlio avvocato che si occupa di queste cose’? Mi creda non so per quali motivi lo abbia detto”.

“Mai avuto rapporti con Zamparini né con Giammarva; e poi ripeto se il Palermo avesse voluto favorirmi mi avrebbero inserito come advisor nella cessione. Invece sono semplicemente componente dell’Odv e ad oggi, peraltro, non ho visto un solo euro. Questa storia ha lo stesso amaro sapore della vicenda dell’automobile acquistata quattro anni fa (gli investigatori di Caltanissetta dissero che Vincenti aveva ottenuto uno sconto per l’acquisto di una macchina allora gestita da un amministratore giudiziario e ormai restituita agli imprenditori Rappa, ndr). Secondo la procura di Caltanissetta l’avevo comprata a un prezzo ‘di favore’ salvo poi scoprire che l’avevo pagata un po’ di più di quanto l’avrei pagata a Roma. Intanto però rimasi sui giornali per dieci giorni. Ho incarichi per conto del Tribunale di Palermo? Mai lavorato con il Tribunale. Mi sono sempre guardato bene dall’avere incarichi dai Tribunali, a Palermo, in Sicilia o in Italia. Sono di una serenità olimpica: svolgo la mia attività professionale ed accademica in settori molto lontani da quelli che occupano mio padre. Sarò ben lieto di fornire ogni informazioni che gli investigatori vorranno acquisire; non ho nulla da nascondere e confido solo che l’intera vicenda si definisca al più presto”, ha concluso.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy