Palermo, si indaga tra i magistrati: la “talpa” che allertò Zamparini non è stata ancora individuata

Palermo, si indaga tra i magistrati: la “talpa” che allertò Zamparini non è stata ancora individuata

Da diversi mesi la Procura continua ad indagare per cercare di individuare colui che “suggerì” all’ex patron rosanero di dimettersi da tutte le cariche che ricopriva all’interno della società di viale del Fante

Proseguono le indagini.

La vicenda risale al 2 maggio 2018, ma la Procura di Caltanissetta continua ad indagare sulla presunta talpa che avrebbe avvisato Maurizio Zamparini dell’imminente arresto. Secondo quanto riportato da LiveSicilia il sospetto sarebbe quello che il tutto sarebbe stato fatto da un magistrato, il quale avrebbe fatto “scampare” all’ex patron del Palermo l’arresto che sarebbe dovuto scattare pochi gironi dopo. La procura nissena tra l’altro avrebbe delegato gli accertamenti ai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria.

Le microspie, giorno 2 maggio dello scorso anno registrarono l’imprenditore friulano a colloquio con l’allora presidente Giovanni Giammarva: “… senti, io oggi sono dalle tue parti… riusciamo a vederci”, disse il commercialista palermitano. Poco dopo la telefonata il cellulare di Giammarva aggancia la cella telefonica di Vergiate, dove abita Zamparini. Il giorno seguente, 3 maggio 2018, Zamparini lasciò la carica di consigliere delegato, fatto che gli permise di evitare  l’ordinanza di custodia cautelare. Le indagini starebbero proseguendo, partendo dall’ipotesi che “la talpa che avrebbe messo in guardia Zamparini non sia stata ancora individuata“.

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