Le parole del centrocampista dei rosanero.

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Il Palermo capolista si gode il talento di Antonio Palumbo, protagonista nella vittoria contro l’Empoli con un gol e un assist. In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, il centrocampista rosanero ha raccontato le proprie ambizioni personali e quelle della squadra di Filippo Inzaghi, soffermandosi sulla voglia di conquistare la promozione in Serie A, sulla crescita del gruppo e sulla necessità di trovare maggiore equilibrio in fase difensiva. L’obiettivo personale è chiaro: raggiungere quota dieci gol e vivere la migliore stagione della carriera. Ma il traguardo più importante resta uno solo, riportare il Palermo nella massima serie.

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Qual è stata la sensazione dopo la vittoria di Empoli?

«Avevo letto le statistiche e mi ha fatto davvero piacere. Quando ti vengono riconosciuti dei meriti è sempre bello, ma la cosa più importante era vincere. In trasferta i punti valgono davvero tanto ed era una vittoria importantissima».

È il miglior Palumbo da quando è arrivato a Palermo?

«Lo spero con tutto il cuore. Spero di fare davvero la migliore stagione della mia carriera».

A Modena ha vissuto una delle migliori stagioni della sua carriera.

«Sì, il secondo anno a Modena è stato il mio migliore: ho fatto nove gol e dieci assist. Mi sarebbe piaciuto battere quel record già la scorsa stagione, ma sono stato penalizzato dal fatto di non essere arrivato nelle migliori condizioni e ho perso, di fatto, le prime dieci partite. Avrei potuto fare di più, anche se a Modena calciavo pure i rigori».

Dopo due stagioni in doppia cifra con gli assist, adesso punta a segnare di più?

«Il mio obiettivo è arrivare a dieci gol».

La maggiore vocazione offensiva del Palermo può aiutarla?

«Sì, perché con Johnsen, che è partito con numeri clamorosi, e Vavassori, che sta facendo davvero bene, per me si creano più spazi per arrivare alla conclusione».

Rispetto a un anno fa sembrate più affamati di vittorie. Che cosa è cambiato?

«Qualcosa è cambiato, anche se i 72 punti della scorsa stagione non vanno ridimensionati. Purtroppo abbiamo perso alcuni punti contro le prime tre. Però, anche quando gli avversari ci recuperano o andiamo sotto, abbiamo la forza di riprendere la partita. Ci sono molta più convinzione e più fame».

Il Palermo ha il miglior attacco, ma subisce anche parecchio. Dobbiamo abituarci a una squadra pazza?

«No, quale Palermo pazzo? Dobbiamo diventare più equilibrati in certi momenti. Con tanti giocatori offensivi e un difensore in meno rispetto all'anno scorso, quelli dietro sono chiamati a mettere qualche pezza in più. Però dobbiamo essere bravi tutti ad aiutarci».

Ha ricoperto diversi ruoli nel corso della carriera. Con l'arrivo di Mazzitelli potrebbe tornare alle origini?

«Più cambio ruolo, più mi diverto. Mi piace girare per il campo. A Empoli abbiamo iniziato a cambiare qualcosa: con meno punti di riferimento siamo più pericolosi».

A 30 anni, che cosa vuole fare da grande Antonio Palumbo?

«Andare in Serie A con il Palermo».

La mano destra fasciata è diventata una questione di scaramanzia?

«È vero. È successo a Modena, quando mi sono fatto male a un dito. Siccome ho iniziato a segnare e a fare assist, non l'ho più tolta. Ormai ci sono affezionato».

Fonte: Gazzetta dello Sport — Fabrizio Vitale

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