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Il Barbera riapre le porte per una sfida che va oltre i semplici tre punti. Palermo-Padova mette di fronte due squadre protagoniste di un avvio di stagione differente, ma soprattutto due tifoserie unite da uno dei gemellaggi più longevi del calcio italiano. Sugli spalti sono attesi circa 30 mila spettatori, pronti a vivere una giornata particolare per storia, tradizione e amicizia tra le due piazze.

Il Palermo arriva alla sfida dopo l’1-1 di Avellino, primo rallentamento dopo un inizio di stagione caratterizzato esclusivamente da vittorie. Il pareggio del Partenio ha comunque permesso ai rosanero di mantenere la vetta insieme al Mantova, mentre il gol di Johnsen ha evitato la prima sconfitta stagionale. Per Inzaghi, però, la gara contro il Padova rappresenta un'altra occasione per verificare la capacità della squadra di gestire partite più complicate rispetto alle prime uscite.

Palermo FC v Mantova 1911 - Coppa Italia

Tra i pali ci sarà ancora Fortin, confermato dopo la prestazione di Avellino. Perin non è al meglio e il tecnico non sembra intenzionato a rischiarlo. Davanti al giovane portiere dovrebbe agire una linea composta da Cassandro, Bani, Ceccaroni e Augello, con il primo favorito su Pierozzi per la fascia destra.

A centrocampo Inzaghi dovrebbe affidarsi ancora alla coppia formata da Ranocchia e Segre, mentre Estevez rappresenta un'alternativa importante soprattutto per aumentare fisicità e gestione del possesso durante la partita. In attacco pesa invece l'assenza di Strefezza, fermato da un problema muscolare. Per la sfida al Padova, comunque, non dovrebbe esserci una rivoluzione tattica: Vavassori è candidato a partire a destra, Johnsen dovrebbe tornare titolare, Palumbo agirà alle sue spalle e Pohjanpalo sarà il riferimento centrale.

Il Padova arriva al Barbera con l'intenzione di giocarsi le proprie carte. La squadra di Calabro ha raccolto sette punti nelle prime quattro giornate e nell'ultimo turno ha battuto l'Ascoli per 1-0 grazie alla rete di Galazzi. I biancoscudati hanno quindi già mostrato una buona capacità di unire risultati e solidità, nonostante un calendario iniziale impegnativo.

La partita avrà un significato particolare anche per Di Mariano. Il palermitano, dopo tre stagioni in rosanero, è passato al Padova dal Modena a gennaio e oggi tornerà al Barbera da avversario. Con il Palermo ha disputato 79 partite, segnando cinque gol, e ritroverà uno stadio che conosce bene.

Sugli spalti, dunque, il gemellaggio tra Palermo e Padova sarà ancora una volta protagonista. Sul campo, invece, per novanta minuti l'amicizia lascerà spazio alla competizione: i rosanero vogliono dare una nuova risposta dopo Avellino, chiudere nel migliore dei modi prima della sosta e mantenere il passo delle prime. Per farlo, Inzaghi punta ancora sulla spinta del Barbera, che vuole confermarsi il fortino del Palermo.

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