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Palermo, ora è il momento della verità: margine di errore minimo e sfida contro il Padova cruciale

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In seguito alla sconfitta contro il Pescara, la squadra di Inzaghi ha abbassato notevolmente il livello delle prestazioni. Non si può parlare di crisi, ma adesso il margine di errore è minimo e la sfida di domani è cruciale per continuare a...

Di Giuseppe Donato

Torna subito in campo il Palermo che in seguito al pareggio maturato nella sfida con la Juve Stabia di tre giorni fa, domani dovrà affrontare la insidiosa trasferta all'Euganeo contro il Padova. Un turno infrasettimanale negativo per la compagine di Inzaghi che, contro le vespe, ha ottenuto un risultato praticamente inutile sul piano della classifica scivolando a quattro lunghezze dal Frosinone e nove dal Venezia, rispettivamente vittoriosi contro Bari e il Padova. Rimangono, invece, ancora sei i punti di distacco dal Monza, che si è fermato sul pari contro la Reggiana. Lunghezze che iniziano a farsi pesanti, considerando che mancano sette giornate al termine del campionato e l'assoluta qualità delle contendenti, che pare non vogliano fare davvero sconti a nessuno. Infatti, sia il Monza che il Venezia nelle ultime dieci sfide solo in tre occasioni non hanno ottenuto il risultato pieno, mentre il Frosinone, in seguito ad un periodo di incertezza con qualche pareggio, sembrerebbe abbia ripreso la sua marcia, come mostrano le due vittorie nelle ultime tre gare.

La squadra di Inzaghi ha l'arduo compito di risollevarsi in termini di prestazione e di tenuta fisica. Contro la Juve Stabia la prova offerta è stata del tutto mediocre caratterizzante di una manovra lenta e approssimativa, un centrocampo quasi assente non capace di connettersi con l'attacco, una fase difensiva in costante difficoltà scoperta nelle ripartenze, e una fase offensiva non capace di concretizzare le azioni create. Difficoltà in parte mostrate anche nella sconfitta con il Monza. Infatti, anche nella gara contro i lombardi, il misero cinismo da parte degli attaccanti è stato evidente, come lo è stato la retroguardia non preparata nelle ripartenze. Ma, i campanelli di allarme suonano sin dalla partita, persa, contro il Pescara, difatti, sia contro Mantova e Carrarese, nonostante si siano ottenute due vittorie, le prestazioni offerte sono state insufficienti. Il Palermo, dunque, rispetto alle partite precedenti sembrerebbe essere passato da squadra schiacciasassi a una debole e facilmente perforabile.

Anche se non si può discutere di "crisi", è lapalissiano che la formazione rosanero nelle precedenti partite, contrariamente a quelle prima di Pescara, non abbia mostrato al livello massimo le proprie potenzialità. A sette giornate dal termine bisogna non farne drammi, e ripartire, già dalla partita di domani, che, sicuramente, rappresenta un crocevia importante: uscire dall'Euganeo con zero punti, significherebbe, in caso di vittoria di esse, allontanarsi di ulteriori tre punti dalle contendenti, e probabilmente, ogni speranza di promozione diretta e di terzo posto cesserebbe.

Servirà, dunque, una risposta immediata, più mentale che tecnica, per dimostrare che questo Palermo non ha smarrito la propria identità. La gara di Padova diventa uno snodo cruciale, non solo per la classifica ma per ritrovare fiducia e certezze. Adesso conta reagire, perché il margine d’errore è quasi finito, soprattutto considerando la qualità delle contendenti.