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Palermo nel baratro, Pino Caruso: “Zamparini? La colpa è dei palermitani”

Palermo nel baratro, Pino Caruso: “Zamparini? La colpa è dei palermitani”

Il punto di vista dell'attore palermitano: "Zamparini ha sempre fatto gli affari suoi e solo i suoi, fregandosene dei tifosi. In teatro, al cinema, in tv, quando uno spettacolo è brutto, il pubblico non ci va. Sono arrivato al paradosso di temere...

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"Non è colpa di Zamparini, ma dei palermitani".

Esordisce così Pino Caruso che, rispondendo a un post su Facebook al termine della gara strapersa dai rosanero di Bortoluzzi contro la Lazio, ha voluto fornire il suo punto di vista in merito al momento attraversato dal club siciliano.

"La colpa - precisa - è dei palermitani che non hanno mai protestato contro di lui (come? lasciandogli lo stadio deserto, per esempio). In teatro, al cinema, in tv, quando uno spettacolo è brutto, il pubblico non ci va. Zamparini ha sempre fatto gli affari suoi e solo i suoi, fregandosene dei tifosi (anche di quelli che stanno all'estero) anzi offendendoli con il suo modo egoistico di gestire la squadra".

"Palermo calcisticamente parlando, ha un bacino di utenza, una quantità potenziale di pubblico inferiore solo a Napoli - prosegue Caruso-. Chiarisco: Roma e Milano, in quanto ad abitanti, sono città più grandi di Palermo, Torino e Genova, o sono più grandi o si equivalgono. Ma... c'è un ma: Roma, Milano, Torino, Genova hanno tutte due squadre. Senza contare Verona, che, pur essendo più piccola di Palermo, ha anch'essa, due squadre (Verona e Chievo). Per non parlare di Sassuolo, Udine, Empoli, Crotone, Pescara, Bergamo, che sono o più piccole o pari persino ad Alcamo, Termini Imerese. Ergo: Palermo dovrebbe avere una squadra in lotta per almeno le prime cinque, sei posizioni di classifica. Ma per ottenere questo risultato bisogna programmarlo: creare una solida struttura permanente di squadra, intorno alla quale annualmente provvedere ad acquisti (e vendite) che la rendano competitiva ad alti livelli. Cercare giovani di talento, scovarli e comprarli a basso costo, va benissimo: Quello che invece non va è vendere ogni anno tutti i migliori e sperare che i nuovi acquisti si rivelino azzeccati".

"Insomma, lo Zamparini non è il presidente di una squadra di calcio, ma il proprietario di un supermercato di calciatori. Mi fa tenerezza e rabbia vedere alcuni miei concittadini che vanno allo stadio con maglietta, fasce rosanero e bandiera e trombette varie, avallando inconsapevolmente, il comportamento cinico e scorretto di Zamparini - scrive Caruso -. Tutto questo è umiliante e offensivo. Sono arrivato al paradosso di temere che un giocatore del Palermo si riveli campione: Zamparini lo venderebbe subito. L'Europa è piena di campioni ex giocatori del Palermo. Tra l'altro sono convinto che se Zamparini avesse alzato il livello degli investimenti avrebbe anche accresciuto gli incassi (dal botteghino, dalla FIGC, da Sky, dagli sponsor). Invece, non ha voluto rischiare nulla. Purtroppo, alcuni miei concittadini quasi lo ringraziano per il solo fatto che il Palermo è in serie A, senza rendersi conto che così dicendo trattano se stessi da mendicanti, cui un generoso donatore facesse l'elemosina".

"Un po' più di amor proprio creerebbe le condizioni per le quali chiunque compri e gestisca il Palermo calcio, abbia il rispetto che si deve ai tifosi di Palermo città e agli altri palermitani (e siciliani) emigrati in tutto il mondo - spiega Caruso -. La scorrettezza di Zamparini arriva al punto di cambiare continuamente allenatore, per scaricare le sue responsabilità su altri. La squadra, questa squadra che perde quasi con chiunque, gioca con impegno, ci mette l'anima, ma è inferiore e non può fare miracoli, nemmeno se ad allenarla scendesse dal Pellegrino Santa Rosalia. In sintesi, se non sei Dante Alighieri, non puoi scrivere "La Divina Commedia".