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Palermo, lo sfogo di Di Piazza: “Mi hanno impedito di svolgere il mio ruolo, cedo le quote. Ecco la verità”

Lex vicepresidente del Palermo, Tony Di Piazza, ha spiegato le ragioni legate alla base della sua scelta di dimettersi dalla carica dirigenziale

Mediagol52

Tony Di Piazza lascia la carica di vicepresidente del Palermo.

Dopo la gioia per la conferma della promozione in Serie C, i tifosi rosanero sono stati colpito da una notizia inaspettata che ha sconvolto inevitabilmente l'ambiente: nella serata odierna la dirigenza ha infatti comunicato di aver accettato le dimissioni del vice presidente Tony Di Piazza.

Successivamente l'imprenditore italo-americano ha spiegato, tramite un post sul suo profilo Facebook, le ragioni della sua decisione, affermando di non aver avuto la possibilità di svolgere a pieno il suo compito a causa di pressioni interne e scarsa considerazione, e esplicitando la sua intenzione di cedere le sue quote del club.

Questo il suo post:

"Stagione ufficialmente terminata. Grande felicità per il risultato sportivo ottenuto! Gioia da tifoso, ma amarezza da socio. Cari tifosi, al termine di una stagione sportiva che ci ha visto protagonisti, sin dalla prima giornata, è arrivato il momento di gioire per la strameritata promozione. Come socio fondatore, e soprattutto per i sentimenti e le radici che mi legano alla nostra amata Palermo, sono davvero entusiasta del traguardo che, finalmente, la nostra società ha raggiunto: il ritorno nei campionati professionistici. Ritengo innanzitutto doveroso complimentarmi e ringraziare gli artefici di questo primo importante passo verso un ambizioso raggiungimento delle categorie che più ci competono. Grazie ai tifosi che hanno creduto, come me, nel progetto, e ci sono stati sempre vicini, permettendoci di raggiungere importanti record di presenze e, soprattutto, dimostrando, con il loro calore e la correttezza, l’amore per i colori rosanero. Grazie alla squadra, all’allenatore e all’intero staff che hanno mostrato grandissima professionalità e dedizione sia sul manto verde del Barbera che sui campi più difficili e sperduti. Sempre con un ruolo di primissimo piano. Grazie ai dipendenti della società che, in tempi brevissimi, sono riusciti ad organizzare perfettamente l’attività della prima squadra e dell’intero settore giovanile, che al suo primo anno ha raggiunto eccellenti risultati. In questo momento di grande euforia, però, con immenso rammarico, mi vedo costretto a comunicare le mie dimissioni da Vice Presidente della SSD Palermo, ruolo autorevole e prestigioso che avevo accettato con grande entusiasmo, proponendo un progetto ambizioso che portasse il Palermo nel Mondo, certo di una maggiore partecipazione e adesione alla quotidiana operatività, direttamente e tramite il mio rappresentante in Italia. Ho dovuto purtroppo constatare che una serie di comportamenti hanno impedito che io potessi esercitare il mio ruolo in modo pieno e fattivo per fare della squadra del Palermo un brand internazionale non certo inferiore alle maggiori squadre italiane; in questi mesi ho tenuto per me molte amarezze per non danneggiare la squadra, prendendo atto che su tantissime questioni relative al presente e soprattutto al futuro della società (che io immagino debba essere sempre più ambizioso) mi è stato impedito di dare il mio contributo non venendo mai preventivamente consultato e anzi in alcune occasioni apprendendo addirittura dai media l’assunzione di decisioni che sarebbero dovute essere di stretta competenza del Consiglio di amministrazione di cui ero Vice Presidente. Con questo sfogo, non voglio polemizzare con nessuno e anzi mi scuso con i tifosi che potrebbero essere delusi da questa mia scelta, ed a cui ribadisco ancora una volta la mia grande considerazione, stima e affetto incondizionati, ma è doveroso informare tutti che, in queste condizioni, sarebbe ingannevole continuare a ricoprire un ruolo che non trova rispondenza nella realtà dei fatti. Ho purtroppo compreso che probabilmente la mia passione per il calcio ed in particolare, l’ambizione per un GRANDE PALERMO, non può convivere con una mentalità imprenditoriale completamente diversa da quella che mi ha accompagnato nel mio percorso professionale negli Stati Uniti. Pertanto con grande rammarico, intendo comunicare la mia volontà di valutare possibili interlocutori interessati a rilevare seriamente e consapevolmente la mia partecipazione, assicurando, comunque, che sino alla definizione della mia uscita non farò mancare il mio impegno originariamente previsto, se è il caso lottando e ponendo al primo posto ogni bene per la nostra amata squadra e per la città alla quale sono e resto legatissimo".