Palermo in Serie C, rischiano anche dipendenti e staff: in gioco il futuro di 50 famiglie

Palermo in Serie C, rischiano anche dipendenti e staff: in gioco il futuro di 50 famiglie

In caso di retrocessione in Serie C, vi sarebbero dei tagli netti al personale del club rosa: a soffrire sarà pure l’indotto

L’eventuale retrocessione in Serie C del club rosanero porterebbe a delle pesanti conseguenze sotto tanti punti di vista.

(Palermo in Serie C, oggi il verdetto: il club rosa prova ad evitare la retrocessione)

Cinquanta famiglie da salvare“. Si apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia, che racconta proprio di quelle famiglie alle quali il direttore sportivo del Palermo Calcio, Rino Foschi, avrebbe sempre pensato fin dal giorno in cui è stata emessa la sentenza del Tribunale federale nazionale in merito alla retrocessione in Serie C del club siciliano. Si tratta di una società che dà lavoro in maniera diretta, calciatori inclusi, a ben centoventitré persone, senza considerare tutti i fornitori che dai rapporti con il club di Viale del Fante ottengono una buona parte dei loro ricavi:

Diciotto impiegati, tredici operai, cinque dirigenti e cinquantadue membri degli staff tecnici, che vanno ben al di là del gruppo che guida la prima squadra o degli allenatori esonerati con vice e preparatori al seguito. C’è anche chi lavora per le squadre giovanili, che rischiano di vedere compromessa la loro stessa esistenza in caso di conferma della sentenza di primo grado, e chi segue le squadre femminili, anche loro a rischio in caso di tracollo in Serie C. Uno spauracchio che va al di là del risultato sportivo, evidentemente, per tutto il patrimonio umano della società di viale del Fante. Calciatori e allenatori potranno anche avere un futuro lontano da Palermo, ma i palermitani che lavorano da anni per questo club e le loro famiglie, ovviamente no“.

(Palermo, la Cassazione smentisce se stessa: l’operazione Alyssa è un «artificio contabile». I dettagli)

Pure per questa precisa ragione, sin dalle prime ore successive alla sentenza del Tribunale Federale Nazionale, Rino Foschi ha reso tali famiglie consapevoli di tutta la situazione attualmente in essere: “Abbiamo dato lavoro a cinquanta famiglie e il giustizialista (il presidente della Lega B Balata, ndr.) lo fa adesso, facendoci punire ora invece di tre anni fa“. Queste erano state le parole del ds rosanero durante lo sfogo notturno avvenuto negli studi di Sportitalia. Si tratta di famiglie che il Palermo Calcio, come riportato stamani dal noto quotidiano regionale, ha preservato anche nel suo momento più difficoltoso dal punto di vista economico, con la nuova proprietà che ha provveduto al pagamento degli stipendi di tutti i dipendenti, oltre che dei fornitori:

La Serie C, prima che per tutta una piazza e per una squadra di calcio, farebbe del male principalmente a loro. Tutto un tessuto sociale, oltre che lavorativo, in attesa di un giudizio che costringerebbe il Palermo a rivedere gran parte dei costi sostenuti finora. Nei primi sei mesi di questa stagione, il costo complessivo per i dipendenti è stato superiore agli 1,6 milioni di euro e la prospettiva di una retrocessione in terza serie potrebbe portare a tagli netti, considerando gli scarsi ricavi previsti in Lega Pro. Un dramma, qualora dovesse verificarsi, per chi col Palermo ci vive. Per quelle cinquanta famiglie che oggi sperano in una sentenza ribaltata“.

(Palermo in Serie C, sindaco Orlando: “Città, giocatori e tifosi non meritano altre ingiustizie”)

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