Palermo, il tackle di capitan Biffi: “Filippi-Boscaglia? Non avrei mai accettato la panchina. Problemi strutturali e nello spogliatoio”

Roberto Biffi senza filtri sulla deludente stagione del Palermo

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Recordman di presenze e giocatore simbolo nell storia del Palermo calcio.

Le undici stagioni di Roberto Biffi in maglia rosanero custodiscono un patrimonio dal valore inestimabile, pregno di emozioni, gioie indimenticabili, attaccamento ai colori sociali ed prestazioni memorabili che restano scolpite nella mente e nel cuore dei tifosi.

Leader nato, idolo assoluto del pubblico del “Barbera”, personalità, leader e carattere a corroborare fisicità e bagaglio tecnico da categoria superiore rispetto alla Serie C dell’epoca. Oggi giovane e stimato allenatore, l’ex centrale difensivo milanese, ma palermitano d’adozione, analizza senza troppi giri di parole la delidente stagione del Palermo di proprietà di Hera Hora nel corso di un’intervista concessa al “Giornale di Sicilia”.

RICORDI –Gara spareggio contro i pugliesi durante la mia esperienza? Ogni volta col Foggia è sempre stata una partita importante, ma quella è una delusione che porto ancora dentro, perché la saltai per squalifica. Col senno di poi, mi dispiace veramente tanto non aver giocato. Se avessimo vinto, saremmo andati in B noi. Anche il Foggia, però, era una signora squadra, allenata da Caramanno che l’anno prima aveva dominato il campionato di Serie C2 proprio col Palermo”.

LOTTERIA PLAYOFF –Palermo-FoggiaÈ una partita potenziamente da play-off, ma il campionato del Palermo non è stato soddisfacente. Le prestazioni sono altalenanti, però alla fine si sapeva che sarebbe stato un torneo difficile. Non dimentichiamoci che il Palermo arriva dai dilettanti, Le difficoltà ci sono e le hanno provate sulla loro pelle. Un anno di transizione può essere comprensibile, bisogna capire quali siano le intenzioni per il prossimo anno. I playoff sono un campionato a parte. Ricordo ancora quelli del mio ultimo anno a Palermo: siamo stati primi fino alla penultima giornata, quando perdemmo col Giulianova e la Fermana ci passò. Ai play-off ci eliminò il Savoia, che di fatto era già in vacanza perché era settimo in classifica, ma venne comunque ammesso dopo i disordini di Castel Di Sangro-Nocerina, giunte a pari punti con loro. Il Savoia, da settimo, venne promosso in B. Dipende molto da come ci arrivi, ai playoff. Non è un discorso di caratura tecnica o di posizionamento in classifica, infatti penso che il Palermo probabilmente farà vedere di che pasta è fatto, qualora dovesse arrivare ai play-off. Anzi, ci arriverà sicuramente”.

FILIPPI-BOSCAGLIA –  “Filippi? Parlo da allenatore, non da tifoso o addetto ai lavori. Ho fatto il secondo a Piccioni al Botev Plovdiv, in Bulgaria, nella stagione 2009/10. Lì mi chiesero se fossi disposto a continuare io il suo lavoro, dato che volevano esonerarlo. Mi rifiutai categoricamente, per rispetto nei confronti di una persona che ha creduto in me e per una questione di educazione a livello sportivo. Non so e non voglio sapere cosa sia successo nel Palermo, perché non mi riguarda e l’unica cosa che mi interessa è che il Palermo faccia bene. Però, secondo me, non è che Filippi abbia cambiato qualcosa sotto l’aspetto della gestione della squadra. L’andamento è stato altalenante con Boscaglia e lo è con lui.

PROBLEMA SPOLGLIATOIO – “Per me, ci sono errori strutturali che vanno al di là del discorso tecnico. Penso qualcosa a livello di spogliatoio, penso al caso Saraniti, alla lite tra Kanoute e Almici… c’è un po’ di tensione. Da fuori non possiamo sapere cosa sia successo, ma da ex frequentatore di spogliatoi penso che qualcosa non funzioni. Magari perché prima certi giocatori avevano sempre spazio e ora qualcuno è stato estromesso, questo può creare malumori. Ma lo dico sempre da esterno, non posso sapere cosa succede dentro

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