Palermo, i motivi dietro al “no” alla Damir: una scelta rischiosa ma in ottica futura…

Palermo, i motivi dietro al “no” alla Damir: una scelta rischiosa ma in ottica futura…

Tutti i “perché” dietro al rifiuto da parte del presidente Foschi dell’offerta di 2,8 milioni di Damir: una decisione complicata e rischiosa ma per il futuro del club rosanero

I motivi dietro al rifiuto.

L’accordo che quasi tutti davano praticamente per scontato si è invece rivelato un ostacolo pressoché impossibile da superare per il neo presidente rosanero Rino Foschi, che dinanzi ad un bivio ha preso una decisione complicata e rischiosa, ma in ottica futura per la società siciliana.

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Secondo quanto riportato all’interno della propria edizione odierna da Il Giornale di Sicilia, infatti, il “no” di Foschi ai 2,8 milioni di Damir nascerebbe pensando non tanto agli stipendi da saldare entro e non oltre domani per evitare la penalizzazione della Covisoc in classifica, ma più che altro alle trattative con altri gruppi interessati all’acquisto delle quote del club di Viale del Fante, che potrebbero realmente salvare il Palermo Calcio da ciò che si prospetterebbe essere un vero e proprio dissesto finanziario, i quali sarebbero stati pronti al dietrofront in presenza di un contratto commerciale così lungo e poco remunerativo per le casse societarie.

L’imprenditore palermitano Dario Mirri, d’altro canto, avrebbe realmente subito messo i soldi sul piatto, ma in cambio avrebbe ottenuto la gestione delle attività pubblicitarie, di comunicazione e di marketing della società rosanero per ben cinque anni, con addirittura un’opzione di rinnovo di tale accordo per ulteriori quattro anni: nove in totale.

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Di fatto, sempre secondo quanto riferito stamane dal noto quotidiano regionale, pur acquisendo immediatamente l’utilissima cifra prevista per l’intero periodo dell’accordo, il Palermo avrebbe dovuto siglare un contratto da 560 mila euro annui per poi eventualmente ridiscuterne i termini nel 2024:

Cifre ben distanti da quelle generalmente previste per questa tipologia di accordo. Con Infront, il Palermo in A aveva garantiti 2,5 milioni a stagione. Tra i cadetti è riuscito a mantenersi sopra al milione: nel 2018 i proventi pubblicitari da gara (cartellonistica, annunci audio e banner) hanno portato nelle casse del club di viale del Fante circa 305 mila euro, ai quali aggiungere i 905 mila euro di altri proventi pubblicitari e i 200 mila euro provenienti dal settore commerciale. In tutto fanno oltre 1,4 milioni di euro annui con la squadra in B. Più del doppio di quanto proposto da Damir“.

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Il presidente Foschi, a quel punto, non avrebbe più pensato alla mazzata in arrivo dalla Covisoc, bensì alle altre (altrettanto importanti ed impellenti) trattative in piedi per cedere la società di Viale del Fante: “Perché nell’analisi costi-benefici svolta da tutti gli aspiranti acquirenti, i ricavi commerciali partono da una base di 2,5 milioni in A. Ridurre questa voce di quasi due milioni avrebbe avuto conseguenze per tutti e, dinanzi ad un bivio, il dirigente romagnolo ha scelto di declinare l’offerta. Consapevole di tutti i rischi“.

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