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Dal Giornale di Sicilia traspare chiaramente come per il Palermo non ci sia spazio per rallentare. Archiviata la sfida con l’Empoli, i rosanero sono subito chiamati a una nuova prova di maturità sul campo della Sampdoria, squadra in fiducia e reduce da risultati significativi. A presentare la gara è Filippo Inzaghi, che ai canali ufficiali del club ha descritto il match come uno dei tanti ostacoli complessi della Serie B, sottolineando però la consapevolezza della forza della propria squadra e la voglia di andare a Genova per giocarsela fino in fondo, in uno stadio che “profuma” di categoria superiore.
L’allenatore rosanero si sofferma molto sull’aspetto fisico e mentale. La partita con l’Empoli, disputata in condizioni meteo difficili, ha richiesto un dispendio enorme di energie e il calendario non concede tregua. Da qui la necessità di qualche rotazione: Inzaghi spiega che qualcosa cambierà, senza però stravolgere l’assetto, facendo leva su una rosa profonda e sui rientri di elementi importanti come Palumbo e Veroli. Le scelte definitive arriveranno solo dopo la rifinitura, valutando chi ha recuperato meglio e chi invece ha bisogno di rifiatare.
Ampio spazio è dedicato anche all’analisi dell’avversario. La Sampdoria viene descritta come una squadra profondamente rinforzata dal mercato di gennaio, ora dotata di una propria identità e, secondo Inzaghi, potenzialmente in grado di dire la sua anche in ottica play-off. Ma lo sguardo del tecnico resta fisso soprattutto sul percorso dei suoi: l’obiettivo è dare continuità a una serie positiva che dura da undici risultati utili consecutivi, continuando a crescere senza fermarsi. Il messaggio è netto: chi insegue non può permettersi di guardarsi indietro, deve solo alzare costantemente il livello.
Non manca un riferimento alle prestazioni recenti. Per Inzaghi, il Palermo può e deve fare ancora meglio rispetto alle buone prove offerte a Bari e contro l’Empoli. La squadra ha margini di miglioramento e l’allenatore vuole vederli sul campo, segnale di una crescita che deve essere prima di tutto mentale. In chiusura, un pensiero va ai tifosi rosanero che non potranno essere presenti a Marassi: un’assenza che pesa, perché – come ribadisce il tecnico – senza il pubblico il calcio perde una parte della sua anima. L’auspicio è regalare comunque una grande prestazione a chi seguirà da lontano.
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