Il Palermo centra la nona vittoria consecutiva tra le mura amiche del Barbera, ma il successo contro il Mantova (2-1) si è rivelato un percorso più accidentato del previsto. Come analizzato dalla Gazzetta dello Sport, i rosanero hanno vissuto una gara dai due volti: un primo tempo di dominio assoluto e una ripresa in apnea, dove le scorie psicologiche della precedente sconfitta di Pescara sono riemerse nel finale. Nonostante il prezioso avvicinamento al Frosinone, ora distante un solo punto, la squadra di Inzaghi ha rischiato di vanificare tutto a causa di un'eccessiva tendenza a complicarsi la vita da sola.

Rassegna Stampa
Palermo, Gazzetta Dello Sport: “Inzaghi vola in casa, però deve faticare contro il Mantova”
L'avvio è stato folgorante grazie a una pressione alta che ha indotto all'errore Redaelli nel disimpegno, favorendo la linea verde schierata da Modesto. Dopo soli 2 minuti, Ranocchia ha sbloccato il match con una traiettoria imprendibile dal limite dell'area, confermandosi l'uomo in più della mediana rosanero dopo aver ricevuto uno scarico da Augello. La partita sembrava essersi messa in discesa definitiva al 32', quando Zuccon ha rimediato il secondo giallo per una brutta entrata su Pierozzi, lasciando il Mantova in dieci. Pochi minuti dopo, al 38', il solito Pohjanpalo ha firmato il raddoppio — il suo diciannovesimo gol stagionale — sfruttando un assist perfetto di Palumbo su intuizione verticale proprio di Ranocchia.
La gestione dei cartellini è stata il tema centrale delle scelte di Inzaghi nell'intervallo. Per evitare rischi al già ammonito Ranocchia, il tecnico ha inserito Blin, una mossa che paradossalmente ha spostato l'inerzia del match. Al 20' della ripresa, il centrocampista francese, pressato da Trimboli, ha commesso un errore fatale al limite della propria area, cadendo e toccando volontariamente la palla con la mano: il VAR ha corretto il giallo iniziale in un cartellino rosso per chiara occasione da gol. Il rigore trasformato da Marras ha dato il via a un finale thriller, dove il Mantova, pur in parità numerica, ha mostrato una gestione del pallone superiore.
A blindare i tre punti ci ha pensato, ancora una volta, Joronen. Il portiere finlandese è salito in cattedra nei minuti finali, prima volando per deviare una conclusione insidiosa di Marras al 41' e poi compiendo un autentico miracolo al 48' su Cella, strozzando in gola l'urlo del pareggio ai lombardi. Una vittoria di muscoli e sofferenza che permette al Palermo di restare aggrappato al treno promozione, ma che lascia a Inzaghi diverse riflessioni sulla gestione emotiva della gara e sulle assenze pesanti che graveranno sulla prossima trasferta.
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