Palermo, fumata nera con la Damir: “no” all’offerta di Mirri, torna l’incubo penalizzazione

Palermo, fumata nera con la Damir: “no” all’offerta di Mirri, torna l’incubo penalizzazione

Stipendi entro lunedì o arriverà il -4 in classifica: il nodo dell’accordo è la gestione della pubblicità allo stadio, oggi forse un nuovo incontro tra Rino Foschi e l’imprenditore Dario Mirri

Dopo sole ventiquattrore dalla cessione del club rosanero da parte di Sport Capital Group a Daniela De Angeli, l’avvenire del Palermo Calcio è decisamente ancora in bilico.

Non è stato trovato, infatti, l’accordo con Dario Mirri, l’imprenditore palermitano che si sarebbe dovuto far carico della prima immissione di capitale nelle casse del club entro lunedì e che avrebbe così permesso alla società siciliana di saldare gli stipendi dei propri tesserati in tempo per evitare la penalizzazione della Covisoc in classifica nel torneo di Serie B. I bonifici invece, secondo quanto riportato all’interno della propria edizione odierna da Il Giornale di Sicilia, non sarebbero partiti e adesso il neo presidente Rino Foschi starebbe cercando delle soluzioni alternative dell’ultimo minuto per evitare ciò che, al momento, parrebbe davvero difficilissimo da scongiurare:

Perché anche nel caso in cui nuovi interlocutori volessero intervenire per salvare il Palermo, le tempistiche non permetterebbero neanche il tempo di ragionare sull’investimento da effettuare: senza 3,5 milioni entro lunedì mattina, arriva il -4. Mirri, imprenditore attivo sul campo della pubblicità col gruppo Damir, avrebbe dovuto partecipare a quest’operazione non come socio, bensì come partner commerciale. La trattativa con la sua società prevedeva l’impegno per «le somme occorrenti per il versamento degli stipendi e, dunque, consentire alla società di evitare la penalizzazione prevista in ipotesi contraria»“.

(Comunicato Mirri: “Rifiutata nostra proposta, era atto d’amore per il Palermo”)

Una «vera e propria professione di fede – prosegue il comunicato reso noto dalla famiglia Mirrifrutto di un attaccamento e di un amore nutrito nei confronti della squadra del Palermo, che appartiene da sempre alla nostra famiglia risalendo alla presidenza di nostro zio Renzo Barbera». L’offerta dell’imprenditore palermitano «era limitata alla possibilità di poter ottenere l’affidamento delle attività di comunicazione e marketing della società e della squadra, consapevoli degli enormi rischi che tale iniziativa imprenditoriale avrebbe potuto comportare».

Il corrispettivo, sempre secondo quanto riferito dal noto quotidiano regionale, sarebbe dovuto essere in totale di circa 2,8 milioni di euro, che sommati ai 600 mila euro giunti come rata della mutualità versata dalla Lega B ed alle riserve già presenti in cassa avrebbero garantito al club la sopravvivenza almeno fino all’altra scadenza della Covisoc, prevista per il 16 marzo. L’attuale proprietà del club siciliano, però, «ha ritenuto di non dover positivamente valutare la proposta», considerando che oltre agli stipendi bisognerà far fronte anche agli adempimenti nei confronti degli ormai noti creditori (115 fornitori ed anche i procuratori), già da tempo pronti alla guerriglia con minacce di ingiunzioni di pagamento.

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Ora per il Palermo Calcio si concretizza nuovamente lo spettro del -4 in classifica e nella giornata di oggi dovrebbe essere in programma un nuovo incontro proprio tra Mirri e Foschi, ma l’impasse venutosi a creare nelle ultime ore potrebbe non trovare una via d’uscita vera e propria. Il dirigente romagnolo, nominato presidente della società siciliana dopo la fine della breve “era british“, avrebbe in agenda anche degli incontri con altri soggetti che in queste settimane si sarebbero mostrati interessati all’incerto futuro del club rosanero.

Alla società di Viale del Fante resterebbe adesso soltanto il weekend per sciogliere tutte le riserve e poi, immancabilmente, entro e non oltre lunedì mattina dovranno partire quei bonifici attesi nella giornata di ieri e mai giunti a causa del mancato accordo con l’imprenditore palermitano. La scadenza della Covisoc era prevista per oggi, ma trattandosi di un fine settimana, è concessa una deroga al primo giorno lavorativo utile (appunto lunedì). Due giorni rimasti, dunque, per trovare una concreta soluzione che possa salvare il Palermo Calcio, con Mirri o con altri investitori, per poi immettere capitali in fretta: altrimenti il -4 in classifica sarà davvero impossibile da evitare.

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Le ragioni del mancato accordo
A far saltare l’affare, almeno per il momento, sarebbe stato il mancato accordo tra Foschi e la famiglia Mirri che, secondo quanto riportato stamane da La Repubblica – Palermo, avrebbe dovuto firmare un vero e proprio contratto con il quale si impegnava a saldare gli stipendi in cambio della gestione futura per ben nove anni della pubblicità riguardante il club di viale del Fante: “Un contratto i cui termini non sono piaciuti a Foschi che li ha ritenuti troppo penalizzanti per la società rosanero. E così, dopo una giornata intera di trattative, è arrivato il no che ha rimesso tutto in discussione ad iniziare dal futuro stesso della società rosaneroDaniele e Dario Mirri sono gli imprenditori della pubblicità che, anche grazie all’ottimo rapporto con Rinaldo Sagramola, erano stati chiamati al capezzale del Palermo per risolvere le scadenze più immediate ed entrare quindi in società al termine della gestione pro tempore di Foschi. Un accordo che sembrava scontato e che invece il presidente ha rimandato al mittente“.

La famiglia Mirri inoltre, sempre secondo quanto riferito dal noto quotidiano nazionale, sarebbe dovuta entrare a far parte della società siciliana assieme ad un imprenditore in qualche modo vicino all’attuale presidente e patron del Genoa, Enrico Preziosi, probabilmente garante di tutta l’operazione che, secondo alcuni rumors circolati nelle ultime ore, avrebbero potuto portare lo stesso Sagramola a ricoprire il ruolo di amministratore delegato del Palermo Calcio: “Ma l’accordo è saltato proprio per i termini dell’impegno che il Palermo avrebbe dovuto assumere con i Mirri per la gestione della pubblicità. Una durata di nove anni e a cifre che il Palermo non ha ritenuto congrue. E così tutto è saltato e con l’accordo è saltata anche la possibilità di pagare gli stipendi già ieri in maniera tale da depositarli sui conti correnti di giocatori e tecnici nella giornata di lunedì“.

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  1. frank82 - 8 mesi fa

    Beh per quella cifra 9 anni mi sembra un po’ esagerato! Capisco gli interessi ma allora sarebbe stato meglio evitare dire “atto d’amore”. Sappiamo perfettamente la pubblicità e la visibilità che può dare un club di calcio soprattutto nel caso in cui dovesse andare in serie A

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  2. arany - 8 mesi fa

    Se si concede lo sfruttamento della pubblicità per nove anni, poi la società chi se la compra? È come sperare di vendere una casa che ha già dentro un inquilino che paga un canone simbolico.
    Tra le due alternative, la penalizzazione è il male minore

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  3. spargi49 - 8 mesi fa

    Speriamo e non finire a -43 come il Matera.

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  4. spargi49 - 8 mesi fa

    Speriamo che non finisca con il -34 come il Matera.

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