Palermo-Avellino 0-2: la compagine di Boscaglia stecca la prima al “Barbera”, D’Angelo e Fella firmano il blitz irpino

Tonfo tra le mura amiche per il Palermo di Roberto Boscaglia

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Un cantiere aperto in cui i lavori procedono a rilento. Ingegneri, architetti, geometri e operai. Tutti disorientati e ben lontani dalla condizione ideale.

Un progetto di identità tattica e di impianto di gioco che al momento resta una lodevole manifestazione di intenti. Il castello di coralità, indole propositiva e audacia calcistica che mira a edificare Roberto Boscaglia deve ancora consolidare pilastri e fondamenta.  Un processo graduale e complesso che necessità di applicazione, pazienza e certosino lavoro sotto il profilo tattico e mentale. Stenti e criticità ampiamente preventivabili all’alba del nuovo cammino, da pagare sotto forma di salato dazio in termini di prestazioni e risultati. Nulla di particolarmente sorprendente. Tuttavia, la solidità e l’ordine mostrato specie nella gestione della fase di non possesso al cospetto della Ternana di Lucarelli, avevano certamente infuso una salubre dose di moderato ottimismo. Al piccolo step in avanti del “Liberati” ha invece fatto seguito un’altra prestazione inconsistente, anonima e sconclusionata. In pieno stile Teramo.

Al netto delle comprensibili difficoltà in sede di brillantezza e fluidità nella costruzione del gioco, figlie di una condizione deficitaria da parte di numerosi effettivi in organico e del noviziato in relazione a paradigmi e sincronismi propri al credo calcistico del nuovo tecnico, sono altri gli aspetti che destano più di una perplessità. Il Palermo attuale, eccezion fatta per la prova di compattezza e ordine fornita in Umbria, fatica a produrre  spunti corali ed armoniosi sul piano collettivo, che siano essi trame di gioco in sede di costruzione e sviluppo offensivo, o anche semplici movimenti di reparto in fase di non possesso. Molta confusione, qualche sprazzo e folata legato ad iniziative individuali, frammenti basici e scolastici, poca logica ed ancor meno linearità mostrate sul rettangolo verde nell’arco dei novanta minuti. Il ritardo, oltre che tattico e didattico, pare altrettanto evidente anche sotto il profilo atletico.

Troppo spesso i calciatori di Boscaglia arrivano secondi sulla sfera, perdendo i duelli sulle palle contese, raramente ammiriamo un calciatore in maglia rosanero prevalere sull’avversario in termini di reattività, velocità, esplosività. Una lacuna tutt’altro che marginale, in quanto la condizione fisica determina armonia, coordinazione e di conseguenza la qualità di esecuzione in ogni gesto tecnico. Le amnesie difensive, che siano individuali o di reparto, costituiscono un’inquietante costante in questo primo scorcio di torneo, anche oggi al “Barbera” ne abbiamo purtroppo avuto una desolante dimostrazione. Freddi ed implacabili sia D’Angelo sia Fella in casa irpina. Stoccatori chirurgici ed inesorabili, ma palesemente agevolati dalle distrazioni, per usare un eufemismo, della retroguardia di Boscaglia.  Sale male la linea difensiva e scala ancora peggio le marcature in occasione del primo gol degli ospiti, la squadra rosanero perde un pallone calcisticamente sanguinoso in zona calda e si fa bucare  dalla percussione dell’ex Salernitana nell’azione del raddoppio. Non un pomeriggio indimenticabile per Peretti, Accardi e Lancini, il trio di centrali schierato da Boscaglia per la gara odierna anche in virtù di una serie di impreviste contingenze.

L’ennesimo infortunio patito da Doda, unitamente al forfait di Marconi nel riscaldamento, impongono più di una riflessione in casa Palermo sulla serie di reiterate problematiche muscolari che stanno avversando gli uomini di Boscaglia in questo avvio di stagione. Nonostante l’esordio di Luperini, intensità e fluidità della manovra in zona nevralgica permangono deficitarie. Odjer catalizza la distribuzione del gioco, conferendo ordine e linearità ma senza particolari acuti in verticale. Broh e Luperini, per motivi diversi, non sono riusciti a fornire quel contributo in termini di fisicità, qualità ed inserimento offensivo che ci si auspicava alla vigilia. Pochissime le palle giocabili per il tandem composto da Lucca e Rauti, i quali oggi non si sono mossi benissimo e sono spesso stati fagocitati dall’esperta retroguardia irpina. Il dato sconfortante, salvo una giocata personale di Kanoute ed un colpo di testa alto da distanza ravvicinata di Lucca, è che anche oggi il Palermo ha fatto il solletico alla difesa avversaria e non ha sostanzialmente mai impensierito l’estremo difensore ospite. L’ingresso di Santana e Saraniti non ha spostato più di tanto gli equilibri e la compagine di Braglia ha portato a casa i tre punti con estrema disinvoltura ed altrettanto merito. Una domenica decisamente da dimenticare per la squadra di Roberto Boscaglia. C’è da sperare che trattasi solo di un incidente di percorso, nell’ambito del lungo e tortuoso sentiero che dovrebbe condurre la formazione rosanero a legittimare sul campo le ambizioni di vertice palesate alla vigilia della stagione.

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